Le Storie di Marco: Le scarpe nuove

Eleonora ha appena compiuto diciotto anni.

Eleonora è una di quelle ragazze ancora piene di sogni ed illusioni, vuole essere bella, vestita alla moda come le sue amiche, vuole divertirsi e godere un’età che, appena pronunciata, sta già passando.

Eleonora per il suo compleanno ha chiesto, ed ottenuto, in regalo un paio di scarpe nuove: non quelle da ginnastica con le quali è andata a scuola tutto l’anno, ma un paio di quelle eleganti, che lei è andata a guardare nella vetrina del più bel negozio del paese ogni santo sabato dell’anno, in attesa del momento giusto per chiederle in regalo, quelle giuste per andare in discoteca a divertirsi, anche se lei in discoteca non c’è mai andata, perché i suoi sono all’antica, genitori un po’ anziani ed apprensivi che l’hanno sempre tenuta al riparo da un mondo che essi giudicano malato e pericoloso.

Adesso, però, Eleonora ha diciotto anni, è maggiorenne e può fare ciò che vuole: volendo potrebbe guidare la macchina, sposarsi, lasciare la scuola, andare a lavorare, ma soprattutto, ed è l’unica cosa che al momento la interessa, andare in discoteca a divertirsi insieme alle amiche, ballare, bere il suo primo liquore, fumare la prima sigaretta, conoscere il primo ragazzo e, magari, dare il primo bacio.

Sogni, illusioni di una ragazzina di diciotto anni.

Così Eleonora ha finalmente avuto le sue scarpe nuove, un sacrificio per i suoi genitori che non sono certo ricchi, ma diciotto anni sono un’età importante e poi lei è sempre stata ubbidiente, ha sempre aiutato la mamma nei lavori domestici, si è ben comportata a scuola, pur senza essere una cima.

Ora, con le sue scarpe nuove, Eleonora vuole andare in discoteca con le amiche, ma questo no, i suoi genitori non se la sentono ancora di concederglielo: hanno già tremato per giorni quando le hanno comperato il motorino, ma quello era praticamente indispensabile, visto che la scuola che la ragazza frequenta è in un altro paese, ma la discoteca è ancora più pericolosa della strada provinciale e dei camion che la percorrono, per una ragazza semplice e, in fondo, ingenua come la loro Eleonora.

Allora, per la prima volta, lei litiga con la mamma, piange, la maledice ed esce di casa sbattendo la porta: alla fine lei è maggiorenne e, che i suoi vogliano o meno, in discoteca ci andrà. Così raggiunge gli amici in piazza: ha ai piedi le sue scarpe nuove, un sorriso sul volto, ma il pianto nel cuore, perché in fondo le è spiaciuto litigare con la mamma, dirle tutte quelle brutte cose e scappare di casa in quel modo. Forse si divertirà, alla fine, con le sue amiche in discoteca, ma non sarà la stessa cosa come se le avessero dato il permesso: quell’ombra nera in fondo al cuore le ridurrà il divertimento di una grossa percentuale.

Le sue amiche guardano le sue scarpe nuove con un’invidia che non lasciano vedere, condendo i loro commenti con una serie di gridolini e di monosillabi di ammirazione.

Poi arrivano i ragazzi con le automobili, già, perché la discoteca è ancora più lontana della scuola e le toccherà tornare ad un’ora alla quale non è mai ritornata e, forse, la mamma morirà di preoccupazione e di crepacuore e le toccherà litigare ancora, ma Eleonora è maggiorenne, ha diciotto anni e le scarpe nuove.

Al primo momento la discoteca le dà un capogiro, con la sua vastità (è più grande della chiesa del suo paese), con le luci colorate che girano e lampeggiano, con la musica così forte che non ti ci puoi non divertire.

Presto dimentica tutto: la scuola che l’aspetta lunedì, le liti con la mamma, perfino che ha le scarpe nuove.

Eleonora non ha mai ballato in pubblico: fino ad ora lo aveva fatto sola nella sua stanzetta e pensava che si sarebbe vergognata della sua goffaggine, del far capire a tutti che non era mai stata a ballare fino ad ora; ma qui tutti si scatenano e non è necessario essere bravi, basta muoversi e poi nessuno ti guarda, perché ognuno è intento solo a divertirsi, a godere ogni attimo come se fosse l’ultimo di un mondo in preda ad una catastrofe che lo distruggerà fra pochi istanti.

Il tempo passa, Eleonora non conta più le ore, non guarda più l’orologio: il tempo e il mondo sono fuori di lì.

Ora qualcuno si è accorto di lei, dei ragazzi sconosciuti si avvicinano, le sorridono, le rivolgono la parola e il cuore le batte, perché finalmente qualcuno si è accorto di lei.

O forse delle sue scarpe nuove.

I ragazzi cominciano a ballare con lei, poi, nel vortice della musica, la portano verso il bar, parlano col barista, indicando lei e lui ride e poi le versa un liquido giallo – ambra in un bicchiere.

Cos’è?” chiede Eleonora.

J&B!” risponde il più bello dei ragazzi, quello alto, con le spalle larghe e gli occhi azzurri che, però, Eleonora non si accorge di quanto siano freddi e cattivi.

O forse GHB!” mormora fra i denti un altro ragazzo coi capelli ricci e un piercing sul sopracciglio e tutti sghignazzano e Eleonora ride anche se non ha capito il senso di quella che dovrebbe essere stata una battuta, ma ride per non far capire che lei è solo una ingenua ragazzina di paese, anche se è scappata di casa per andare in discoteca con le sue scarpe nuove. I ragazzi ridono ancora e ballano ed anche Eleonora balla con loro, anche se è stanca, se quello che le hanno dato da bere la fa sentire strana, ma già, lei non è abituata agli alcolici: solo un goccio di vino la domenica in un bicchierone d’acqua.

Ora è proprio intontita e non capisce più dove è, cosa le succede, perché non c’è più la musica, né le luci e fa freddo e c’è buio e i ragazzi non ridono più e non ballano, ma la accarezzano, le infilano le mani sotto la gonna e lei non vorrebbe, ma si sente troppo strana per reagire.

Qualcuno la bacia, stringendole forte le guance fino a farle male: no, non è così che sognava il primo bacio.

Non sa neppure chi l’ha baciata, se il ragazzo bello o quello riccio, o quello rasato a zero o tutti insieme.

Poi non sa più cosa le succede: sente mille baci e mille mani… e altro ancora che non capisce e perde i sensi.

Si riprende che l’alba comincia a sbadigliare ad est, dietro il capannone della discoteca oramai silenziosa.

Deve proprio averle fatto male il liquore, quello di cui non ricorda il nome, quello fatto da tre lettere; a dire il vero non ricorda niente del tutto, si sente solo strana, con un dolore al basso ventre: forse deve liberare la vescica, o forse l’ha già fatto, perché si sente bagnata là sotto.

Perché le sue amiche e i suoi amici con la macchina non l’hanno aspettata? Ora come farà a tornare a casa: sono tanti chilometri da lì al paese e la mamma le ha detto che chiedere un passaggio è pericoloso, che si possono fare brutti incontri, che ti possono capitare brutte cose, come anche se vai in discoteca.

E poi a quell’ora della notte, o forse del mattino, oramai, non passa nessuno.

Allora Eleonora comincia a camminare: forse fuori dal paese, sulla provinciale, troverà qualche operaio che va al lavoro o qualche camionista gentile che la porterà per un tratto di strada.

Cammina, ma sente dolore al ventre e poi anche ai piedi.

Allora guarda in basso e vede che le macchie di bagnato sulla gonna non sono urina, ma sangue e poi guarda i propri piedi: “Mio Dio, ho perso le scarpe nuove” dice fra sé, o forse lo urla.

E allora comincia a piangere: si accascia a terra, tenendosi il ventre con una mano e carezzandosi i piedi dove mille anni fa c’erano le sue belle scarpe nuove. Forse, un giorno, se fosse riuscita a fare pace con la mamma, avrebbe riavuto un altro paio di scarpe nuove, belle come quelle che aveva perso chissà dove e chissà come.

Di sicuro, però, non avrebbe mai più riavuto i suoi sogni e le sue illusioni.

Marco Ernst

Marco Ernst, nato a Bergamo, ma da sempre residente a Milano. Laureato in Scienze Naturali insegna matematica nelle scuole medie inferiori. Dal 2002  ha pubblicato 20 volumi di racconti in proprio, di cui 4 di esperienze, aneddoti e proposte scolastiche.

Con editore ha pubblicato:
Morte al conservatorio – Greco & Greco edit.
Morte e trasgressione  –  Greco & Greco edit.Spirito noir collection II (due racconti in una silloge con De Giovanni ed altri) – Salani

Ha ottenuto cinque primi posti in concorsi letterari e otto volte si è classificato fra il secondo e terzo posto, una volta sesto, oltre a numerose segnalazioni e ingressi in finale. Selezionato per la fase finale a 12 di Tramate con noi, di radiorai. Contattato da Rai 3 per il programma Masterpiece (ma cercavano solo chi non ha mai pubblicato con isbn). Invitato due volte alla manifestazione “15 poeti alla ribalta” del c.d.z. 3 di Milano, da cui son stati tratti due volumetti presenti anche nella biblioteca del consiglio dei ministri. Ha un blog di racconti e poesie (marcoernst.wordpress.com) che ha avuto, a marzo 2014, oltre 63.000 contatti da 106 nazioni diverse e decine di commenti oltre a quelli pervenuti su face book dove ho un profilo con più di 790 contatti e amministra due gruppi letterari: iraccontidimarco e giallistitaliani. Ha pubblicato anche una ventina di fiabe sul sito tiraccontounafiaba.it dove ha superato gli 81.000 contatti personali. Due volte ammesso al premio Zucca per racconti gialli o noir.

 

 

 

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