AIDO: L’importanza di salvare una vita!

Sabato 11 novembre un pezzo del nostro direttivo ha fatto il corso di formazione all’uso del defibrillatore.
Siamo andati a Prata Camportaccio (SO) per farlo insieme all’associazione Volontari 3 Valli con cui avevamo collaborato per il corso DAE fatto a Trezzano il 15 ottobre scorso organizzato da noi di Aido all’interno della giornata sulla sicurezza stradale. Allora abbiamo certificato 39 persone con l’aiuto anche della Croce Verde di Trezzano. Ne faremo un altro il 3 dicembre prossimo sempre a Trezzano.

Siccome ci era sempre mancata l’occasione ed era da diverso tempo che volevamo farlo, abbiamo colto l’occasione e siamo andati a passare una giornata in montagna. Corso emozionante, intenso, vivace, un’esperienza davvero unica, importantissima e vitale per lo scopo: poter un giorno forse essere in grado di salvare una vita.

Insieme alle istruttrici e rispettivamente Presidente e vice Presidente dell’associazione, Laura e Ornella, con l’aiuto di Wilma, altro membro dell’associazione, abbiamo potuto apprendere le nozioni basilari per essere abilitati all’uso del defibrillatore. Un pomeriggio produttivo e anche divertente che è, in termini di tempo, incredibilmente volato (5 ore di corso). Davvero brave e preparate le istruttrici e i due gruppi di partecipanti molto affiatati. Abbiamo anche raccolto i tre consensi alla donazione di Laura, Ornella e Bruna (quest’ultima partecipante al corso e funzionaria comunale – come Laura). Una giornata dinamica vissuta al 100%.

Dovrebbero farlo tutti, non solo chi è “obbligato”. Si dovrebbero tappezzare le città con i defibrillatori e tutti i cittadini dovrebbero essere abilitati. Più siamo meglio è. Più probabilità di vita. Vi pare poco?

A Piacenza per esempio è nato recentemente il primo quartiere “cardioprotetto”, a livello Europeo, e che vede un defibrillatore ogni 150 metri pari a 1 ogni 66 abitanti, per combattere l’80% di arresti cardiaci che avvengono in casa. Più di cinquemila abitanti del quartiere si stanno e saranno addestrati. Philips Iredeem è lo sponsor che ha donato i 150 defibrillatori necessari al progetto. Ovviamente l’associazione che fa capo al progetto ne sta cercando altri. Non si fermano, uniti anche ad altre associazioni di categoria e il comune. Lodevoli.

L’importanza di salvare una vita: cosa vuol dire? non ce lo chiediamo mai. Lo facciamo solo nel momento del bisogno. Del NOSTRO bisogno. Lo pretendiamo. E’ così, non ci sono altre motivazioni.

Salvare una vita: perché io? Con tante persone che ci sono…

Poi si leggono appelli strappalacrime per bambini che hanno bisogno di un trapianto di midollo o un organo o quando succede, sangue per emergenze di calamità naturali. Ma prima di tutto questo, dove eravamo? Abbiamo forse bisogno di un momento “plateale” per fare qualcosa? Quando chiamiamo un’ambulanza, chi crediamo ci sia a guidarla? Volontari che regalano il proprio tempo per salvare vite.

Sono davvero pochi e piccoli i gesti che si possono fare in vita per poter “servire nel durante e nel dopo”, eppure la maggior parte di noi volta il viso dall’altra parte. E’ la comodità. E’ la paura. O è forse egoismo?

 Abbiamo diverse possibilità di raccolta consensi alla donazione organi, le informazioni si possono trovare nei siti dedicati o chiedendo di persona ai gazebi fatti dalle tante Aido presenti in tutta Italia. Nessun limite di età e di patologie. Compilando un semplice modulo con noi di Aido (o scaricabile dal sito aido.it e spedito al provinciale di appartenenza), o presso l’ASL di competenza o recandosi in comune al rinnovo della carta d’identità.

Purtroppo non tutti i funzionari delle anagrafi comunali sono “sensibili” alla raccolta, non hanno tempo da perdere, hanno troppo lavoro, non sono seguiti o supportati dalle giunte e così non chiedono al cittadino di esprimere l’importantissimo parere alla donazione.

Quello a cui non pensano purtroppo è che, non raccogliere nuovi consensi, equivale, chiedo scusa per la durezza, a condannare alla sofferenza o peggio, alla morte, quelle 9.176 persone (dato al 16 novembre 2017) in attesa di un trapianto e che non avranno probabilità di trovare un donatore compatibile.

Quando il fattore “lavoro in più” o altre motivazioni inerenti, fa superare il fattore umano e scopo del progetto, crea un vortice di malessere generale, anche verso se stessi.

Non hanno tempo da perdere: loro.

Purtroppo per un malato invece il tempo sarà finito.

Vorrei davvero che capissero quanto è importante il loro buon operato e quante persone contano su di loro! Vorrei davvero che capissero quanto sono importanti e determinanti nella catena del salvavita.

Vorrei davvero che sentissero il dolce peso dell’aver contribuito (forse) a salvare vite.

 Ma poi mi capita di guardare l’andamento di raccolta di tanti altri comuni e mi rendo conto con grande piacere che qualcuno ha compreso cosa sta facendo: l’importanza di salvare una vita.

Sono personalmente invidiosa, ma di quell’invidia buona che supera qualsiasi complimento. E’ davvero commovente vedere quanti numeri positivi qualcuno fa e quanti pochi, se non zero, dinieghi raccoglie. Questo significa che chi propone sa anche farlo in modo corretto e soprattutto mettendoci il cuore.

Per poter essere invece inseriti nel registro di donatori di midollo osseo basta un semplice prelievo ematico fatto nei principali ospedali o nelle piazze durante le tipizzazioni che regolarmente facciamo insieme ovviamente all’ associazione primaria, A.D.M.O. Ultimamente entrano nelle università e fanno numeri davvero spettacolari! Limite di età, dai 18 ai 35 anni. Uno su 100.000 è compatibile. La certezza di salvare quell’unico è straordinario.

Tutto questo è per dire che non servono scuse, bisogna solo agire, superare i pregiudizi, e capire DAVVERO che l’importanza di salvare una vita vale per tutti, verso tutti.

Non importa come e cosa sceglierete: ma fate qualcosa. Subito. E’ una sensazione indescrivibile.

 Laura Malchiodi
Responsabile della comunicazione
A.I.D.O. Intercomunale Corsico e Trezzano s/N
Referente ADMO Lombardia
http://aido-corsico-trezzanosn.weebly.com/
corsico-trezzanosn@aido.it

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