I 5 minuti di Cortopugliese: Come le mani di una donna

Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Ricordo, del Montenegro, una regina, un amaro ed uno strano momento vissuto in un caldo pomeriggio d’estate, in albergo.

Come ad ogni vacanza, vi ero giunto completamente distrutto e non avevo trovato riposo, tra le lenzuola molto bucate ed il letto molto cigolante. Eppure all’esterno l’albergo sembrava elegante: vi ero andato coi miei e potevo permettermi di avanzare una qualche pretesa.

Ma doveva trattarsi di una scuola antica, per ripetenti abbonati, ormai centenari; e con la sola facciata rimessa un po’ a nuovo. Infatti i bagni eran quelli di allora, pronti a crollare in qualsiasi  momento.

Come le mani di una donna, tradivan l’età. E tradirono anche me, che mi ci ero recato con un bel po’ di riviste, ansioso di rilassarmi. Ma l’ambiente non ispirava: la goccia del lavandino m’impediva di concentrarmi, le scrostature nel muro sembravano abitate, direi affollate; e quel senso di vecchio e abbandonato tutt’intorno rendevano il luogo senz’altro poco invitante.

Mi alzai. Un po’ infastidito e per niente rilassato, tirai, come si suol dire, lo scarico: e subito una punizione divina sembrò scatenarsi. I tubi già arrugginiti vibrarono con un frastuono incredibile, vibrò anche la lucetta in alto sul muro, piovve l’intonaco, capii finalmente il perché del mancato restauro.

“Se qui qualcuno soffre di stomaco, son capaci di addebitargli tutto l’albergo!” Pensai.

E mi allontanai dal disastro disorientato, anche perché il corridoio si era affollato di gente molto turbata ma poco vestita.

Mia madre mi venne incontro pallida, però vestita. Sembrava anche lei vittima di un cesso difettoso, ma con un filo di voce riuscì a dirmi:

“Ti sei spaventato?”

“No.” Risposi convinto. Ma aggiunsi: “Comunque conviene cambiar subito albergo.”

“Ma dov’eri? Non hai sentito il terremoto?”

Non li ho mai sentiti: tranne quelli del cuore.

Ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese

Giovanbattista Rizzo

 

Giovambattista Rizzo, alias Cortopugliese, professionista di successo, dedica i suoi romanzi ai suoi genitori che, tenendolo in vita, hanno dimostrato un notevole senso dell’umorismo. Di umili origini (per giunta del Sud) e monogamo per infausto destino, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra suicidio e ironia. Ingegnere metodico, ha perseverato 40 anni nella scelta iniziale (l’ironia), scrivendo inediti  molto apprezzati dal 100% dei suoi due lettori, finché di recente ha provato a conciliare l’attività a reddito con la sua vocazione primaria. E il contrasto tra il professionista serioso e il Cortopugliese brillante ha giovato all’immagine di entrambi, portando nuovi clienti, interviste TV, pubblicazioni su Maxim e La Ribalta ed un programma  su Stream TV a puntate, “I cinque minuti di Cortopugliese”, che ha scritto, diretto e interpretato, rivelando doti da performer espresse anche live, con Marisa Laurito. Dalla sitcom e con quei personaggi, è nato il suo primo romanzo, Il Marito Virtuale (GMAC, 2010).

Olimpo Web: una storia d’amore e d’ironia è il suo secondo romanzo (Kindle Amazon, 2014) e concorre fino al 16.3.14 al premio BIG JUMP (http://it.20lines.com/bigjump/read/1070/olimpo-web-storia-d-amore-e-ironia)

 

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Giampaolo Santini

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