Lavoro: Ingrassare gli investitori o l’Azienda?

Mentre Wall Street passa dal buy back di azioni ai dividendi, un gigante tecnologico persegue la vera via per aumentare il valore a lungo termine dell’azienda per tutti gli stakeholder.

E’ notizia recente che l’uso della liquidità per il riacquisto di azioni proprie, che comporta un’artificiale rialzo tecnico del valore delle azioni, sia stato abbandonato da gran parte delle aziende di Wall Street a favore di erogazione di maggiori dividendi. Le motivazioni sembrano essere i valori troppo alti delle quotazioni. Colpisce però che queste risorse “faticano a trovare un impiego più nobile come potrebbero essere gli investimenti” come giustamente ricorda un articolo del sole24ore di qualche giorno fa, a conferma della diffusione di quel deficit di imprenditorialità già evidenziato nell’analisi di liquidità dei grandi gruppi tecnologici (post precedente).

Vi è però un’azienda che sta mostrando una via totalmente diversa: Amazon.

Pur producendo molta cassa, Amazon ha il minor numero di strumenti finanziari a bilancio in quanto il grosso del denaro è in investimenti.
Come ricorda il prof. Scott Galloway dalle pagine del Wall Street Journal, Amazon ha “cambiato il patto di base con i mercati finanziari, gestendo il suo business a break-even mentre gli investitori rilanciano il prezzo delle azioni.

La politica di investimento aggressivo, rispetto a quella dei dividendi, ha inoltre un altro importante effetto. Gestendo di continuo il break-even, di fatto non paga tasse sui profitti.

A partire dal 2008 Wal-Mart ha pagato $64 miliardi in tasse federali sul reddito mentre Amazon solo $1.4. Inoltre, mentre pagava poche tasse, Amazon ha aggiunto $220 miliardi di valore alle azioni possedute dagli azionisti nei 24 mesi passati, equivalenti all’intera capitalizzazione di mercato di Wal-Mart.

L’articolo continua sottolineando l’estremo pericolo che Amazon, più che Google o Facebook o Apple, può costituire una minaccia per l’intera economia vista la sua pervasività in tutti i settori,.

E’ però chiara la lezione che viene dal gigante dell’e-commerce: investire in azienda è la chiave per l’aumento del valore sia a Wall Street che a Main Street.

Ovviamente investire significa avere progetti e prendersi rischi. Bezos da segni di saper fare tutte e due le cose, gli altri, da entrambe le sponde dell’Atlantico, ascoltando le loro dichiarazioni e leggendo i loro poveri Business Plan, molto meno.

Che rilancio dell’economia reale possiamo allora aspettarci da questi soggetti? Quando potremo leggere, da parte anche delle nostre grandi imprese nazionali, di importanti piani di investimento e trascurabile politica di dividendi, stabilendo un patto con gli azionisti simile a quello di Amazon?

Luciano Martinoli

LucianoMartinoli, laureato in Scienze dell’Informazione ha ricoperto ruoli manageriali in importanti aziende IT internazionali: HP, Cap Gemini, SSA (oggi Infor). Si è poi occupato di start-up e apertura di filiali di aziende multinazionali in Italia: Arinso, Atlantic Sky. Successivamente ha ricoperto ruolo di vertice in Incubatori di Impresa del gruppo Moratti e partecipato a progetti di sviluppo aziendale. Dal 2009 in Crescendo mette a frutto queste esperienze organizzative e strategiche nell’ambito del framework scientifico-culturale messo a punto dall’azienda.

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