InfoLavoro: informazioni per le Aziende su scuola/lavoro, disoccupazione, ex voucher

Rubrica per le Aziende

CIRCOLARE n. 20/2017 INCENTIVI OCCUPAZIONE STUDENTI ALTERNANZA SCUOLA – LAVORO

L’INPS ha emanato la circolare n. 109/2017, con la quale fornisce le indicazioni e le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi all’esonero contributivo a favore dei datori di lavoro privati per le assunzioni a tempo indeterminato, anche in apprendistato, effettuate nel corso degli anni 2017 e 2018 ai sensi dell’art. 1, commi 308 e seguenti, L. 232/2016).

DATORI DI LAVORO BENEFICIARI

L’incentivo in oggetto è riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati, a prescindere dalla circostanza che assumano o meno la natura di imprenditori.

 

LAVORATORI INTERESSATI

L’esonero contributivo (pari all’esonero dal versamento per tre anni dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi INAIL, nel limite massimo di € 3.250= su base annua) riguarda le assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2018) spetta ai datori di lavoro privati che assumono, entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro pari, alternativamente, almeno al:

 30% delle ore di alternanza (ai sensi dell’articolo 1, comma 33, L. n. 107/2015);

 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza all’interno dei percorsi erogati ai sensi del capo III D.Lgs. n. 226/2015;

 30% del monte ore previsto per le attività di alternanza realizzata nell’ambito dei percorsi di cui al capo II DPCM 25 gennaio 2008;

 30% del monte ore o, in mancanza del monte ore, 30% del numero dei crediti formativi previsti dai rispettivi ordinamenti per le attività di alternanza nei percorsi universitari.

Inoltre, tale esonero può trovare applicazione per le assunzioni a tempo indeterminato, effettuate entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, di studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

RAPPORTI DI LAVORO INCENTIVATI

L’esonero contributivo riguarda tutti i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (sia nuove assunzioni che trasformazioni), compresi i rapporti di apprendistato, anche nelle ipotesi di regime di part-time, con l’eccezione dei contratti: a) riguardanti gli operai agricoli; b) di lavoro domestico; c) contratti di lavoro intermittente / a chiamata.

CONDIZIONI

Il diritto alla fruizione dell’incentivo è altresì subordinato al rispetto, da un lato, dei principi generali in materia di incentivi all’assunzione (art. 31, D.Lgs. n. 150/2015), e, dall’altro, delle norme poste a tutela delle condizioni di lavoro e dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori; in particolare:

– l’incentivo non spetta se presso il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione sono in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in unità produttive diverse da quelle interessate dalla sospensione;

– l’assunzione non deve violare il diritto di precedenza stabilito dalla Legge o dal CCNL;

– l’assunzione non deve riguardare dipendenti licenziati nei sei mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, alla data del licenziamento, presentava elementi di relazione con il datore di lavoro che assume ( sotto il profilo della sostanziale coincidenza degli assetti proprietari o della sussistenza di rapporti di controllo o collegamenti);

– regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela del lavoro (condizioni alle quali è subordinato il rilascio del DURC);

– rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.

n.b.: nel rispetto di tutte le suddette condizioni l’esonero contributivo è applicabile anche nel caso in cui l’assunzione costituisca attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o dalla contrattazione collettiva

COMPATIBILITÀ CON ALTRE FORME DI INCENTIVO ALL’OCCUPAZIONE

L’esonero contributivo NON è cumulabile con altre agevolazioni di tipo contributivo previste dalla normativa vigente ma è, invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica.

MISURA DELL’ESONERO CONTRIBUTIVO

Ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’incentivo è pari all’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, al netto delle riduzioni che scaturiscono dall’applicazione delle eventuali misure compensative ed esoneri, con eccezione di:

– dei premi e i contributi dovuti all’INAIL;

– del contributo, ove dovuto, al Fondo Tesoreria;

– del contributo, ove dovuto, ai fondi di solidarietà di cui agli artt. 26, 27, 28 e 29 del D.Lgs. n. 148/2015;

– del contributo per la garanzia sul finanziamento della Qu.I.R.;

– del contributo dello 0,30%, destinato – o comunque destinabile – al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua;

– del contributo di solidarietà sui versamenti destinati alla previdenza complementare e/o ai fondi di assistenza sanitaria di cui alla Legge n. 166/1991;

– del contributo di solidarietà per i lavoratori dello spettacolo e per gli sportivi professionisti, di cui all’art. 1, D.Lgs. n. 182/1997.

Poiché l’incentivo opera sulla contribuzione effettivamente dovuta, in caso di applicazione delle misure compensative di cui all’art. 10, commi 2 e 3, del D.Lgs. n. 252/2005 – destinazione del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione, al fondo Tesoreria., nonché erogazione in busta paga della Qu.I.R – l’agevolazione è calcolata sulla contribuzione previdenziale dovuta, al netto delle riduzioni che scaturiscono dall’applicazione delle predette misure compensative. Infine, nei casi di stabilizzazione dei rapporti a termine entro sei mesi dalla relativa scadenza, trova applicazione la previsione di cui all’art. 2, comma 30, della Legge n. 92/2012, riguardante la restituzione del contributo addizionale del 1,40% previsto per i contratti a tempo determinato.

L’esonero non può comunque essere superiore alla misura massima di € 3.250,00= su base annua, da rapportare al singolo periodo di paga mensile (3.250,00 / 12 = euro 270,83); per rapporti di lavoro instaurati ovvero risolti nel corso del mese, detta soglia va riproporzionata assumendo a riferimento la misura di euro 8,90 (3.250,00 / 365 gg) per ogni giorno di fruizione dell’esonero contributivo. La contribuzione eccedente la soglia mensile può formare comunque oggetto di esonero nel corso di ogni anno solare del rapporto agevolato, nel rispetto della soglia massima su base annua.

La durata dell’esonero è stabilita in un triennio e decorre dalla data di assunzione del lavoratore, che deve intervenire nell’arco di tempo che va dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018. Il periodo di godimento dell’agevolazione può essere sospeso esclusivamente nei casi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità, consentendo il differimento temporale del periodo di fruizione dei benefici.

ADEMPIMENTI DEL DATORE DI LAVORO

I datori di lavoro interessati devono inoltrare una richiesta attraverso l’apposita procedura telematica “308-2016”, disponibile dall’11 luglio all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet dell’Inps (www.inps.it). In particolare, occorre inviare una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, anche per assunzioni non ancora in corso, indicando:

– il lavoratore nei cui confronti è intervenuta o potrebbe intervenire l’assunzione;

– l’importo della retribuzione mensile media prevista o effettiva;

– l’aliquota contributiva datoriale che verrà applicata;

– la tipologia oraria del rapporto e l’eventuale percentuale di part time.

Entro 48 ore dalla trasmissione del modulo telematico, l’Inps calcolerà l’importo dell’incentivo spettante e verificherà la disponibilità della risorse; in caso di esito positivo, l’Istituto informerà il datore di lavoro che è stato prenotato in suo favore l’importo dell’incentivo. Quindi, entro 10 giorni di calendario dall’accoglimento della prenotazione, il datore di lavoro avrà l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta stipula del contratto di assunzione a tempo indeterminato, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore. Con riferimento ai rapporti a tempo parziale, al fine di gestire le ipotesi di variazione in aumento della percentuale oraria in corso di rapporto, compreso il caso di successiva trasformazione a tempo pieno, le procedure telematiche accantoneranno in via prudenziale un importo già parametrato alla ipotetica retribuzione relativa ad un rapporto con orario a tempo pieno. Ciò premesso, sarà onere del datore di lavoro fruire mensilmente degli importi effettivamente spettanti, a prescindere da quanto autorizzato in eccesso dalle procedure.

L’esonero sarà riconosciuto, nei limiti delle risorse disponibili, in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande, fatte salve le seguenti precisazioni.

Le istanze relative alle assunzioni effettuate tra il giorno 01/01/2017 e il giorno 10/07/2017 pervenute nei 15 giorni successivi al rilascio della modulistica di richiesta dell’incentivo (ossia dal 11/07/2017) saranno oggetto di un’unica elaborazione cumulativa posticipata secondo il criterio di decorrenza dell’assunzione.

L’incentivo potrà essere fruito esclusivamente tramite conguaglio nelle denunce contributive mensili / uniemens a partire dal mese di competenza LUGLIO 2017.

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 CIRCOLARE n. 22 / 2017 DIS-COLL

indennità disoccupazione

collaboratori coordinati e continuativi e assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio

Con circolari n. 115/2017 e n. 122/2017 l’INPS fornisce un riepilogo delle disposizioni che regolano l’indennità di disoccupazione DIS-COLL che a decorrere dal 1° luglio 2017 è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto – già destinatari della prestazione – nonché agli assegnisti e ai dottorandi di ricerca con borsa di studio in relazione agli eventi di disoccupazione verificatisi a decorrere dalla predetta data del 1° luglio 2017.

Destinatari

Sono destinatari della indennità DIS-COLL i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, nonché gli assegnisti e i dottorandi di ricerca con borsa di studio, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l’INPS e privi di partita IVA, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione (n.b.: sono esclusi dal novero dei destinatari, gli amministratori, i sindaci o revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica).

Si evidenzia che:

– il titolare di eventuale partita IVA attiva ma non produttrice di reddito (c.d. silente), ai fini della presentazione della domanda di DIS-COLL, dovrà provvedere preliminarmente alla chiusura della suddetta partita IVA;

– laddove – nel periodo di osservazione ai fini della ricerca del diritto, della determinazione della durata e della misura della prestazione DIS-COLL – l’assicurato, per un dato arco temporale, abbia in essere contemporaneamente un rapporto di collaborazione/ assegno di ricerca/ dottorato di ricerca con borsa di studio ed un rapporto di lavoro subordinato, può considerarsi soddisfatto il requisito della iscrizione in via esclusiva alla Gestione separata limitatamente al periodo in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto di collaborazione ed il rapporto di lavoro subordinato.

 

Requisiti

L’indennità DIS-COLL è riconosciuta ai lavoratori che soddisfino congiuntamente i seguenti requisiti:

  1. a) siano, al momento della domanda di prestazione, in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 19, comma 1 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 150 (stato di disoccupazione); in particolare, si considerano disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al sistema informativo unitario, delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’impiego (n.b.: la domanda di DIS-COLL presentata all’INPS dall’interessato equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro);
  2. b) possano fare valere almeno tre mesi di contribuzione (accredito contributivo di tre mensilità) nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento (n.b.: per la prestazione in argomento NON vige il principio dell’automaticità delle prestazioni di cui all’art. 2116 c.c., pertanto la contribuzione deve essere stata effettivamente versata).

Base di calcolo e misura

L’indennità DIS-COLL è rapportata al reddito imponibile ai fini previdenziali risultante dai versamenti contributivi effettuati relativo all’anno civile in cui si è verificato l’evento di cessazione dal lavoro e all’anno civile precedente, diviso per il numero di “mesi di contribuzione, o frazione di essi”, ottenendo così l’importo del reddito medio mensile. L’indennità, rapportata al reddito medio mensile come sopra determinato, è pari al 75 per cento del suddetto reddito medio mensile nel caso in cui tale reddito sia pari o inferiore, per l’anno 2017, all’importo di 1.195 euro, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente. Nel caso in cui il reddito medio mensile sia superiore al predetto importo, la misura della DISCOLL è pari al 75 per cento del predetto importo di 1.195 euro, incrementata di una somma pari al 25 per cento della differenza tra il

reddito medio mensile e il predetto importo di 1.195 euro. L’indennità DIS-COLL non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.300 euro per l’anno 2017, annualmente rivalutato. La indennità DIS-COLL si riduce in misura pari al 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione, vale a dire dal 91° giorno di fruizione della prestazione.

Durata della prestazione

L’indennità DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un periodo pari alla metà dei mesi o frazioni mesi di durata del rapporto o dei rapporti di collaborazione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno civile precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento, con esclusione dei periodi di lavoro che hanno già dato luogo ad erogazione di precedenti DIS-COLL.

La durata massima della indennità DIS-COLL non può comunque superare i sei mesi di fruizione.

Domanda

Per la fruizione dell’indennità DIS-COLL i lavoratori con contratto di collaborazione (art. 15, co. 1, D.Lgs. n. 22/2015) devono presentare apposita domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica, entro il termine previsto a pena di decadenza di 68 giorni dalla data di cessazione del contratto di collaborazione (n.b.: al fine di gestire adeguatamente le cessazioni dei rapporti di collaborazione intercorse tra la data del 1° luglio 2017 e il 19 luglio 2017, il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda di DIS-COLL decorre dalla suddetta data del 19 luglio).

Condizionalità

L’erogazione della prestazione DIS-COLL è condizionata alla permanenza dello stato di disoccupazione (art. 19, co. 1, D.Lgs. n. 150/2015), nonché alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Centri per l’Impiego. La domanda di DIS-COLL presentata dall’interessato all’INPS equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. Il beneficiario della prestazione, ancora privo di occupazione, deve contattare il Centro per l’impiego entro il termine di 15 giorni dalla data di presentazione della domanda di prestazione ai fini della stipula del patto di servizio personalizzato (art. 20, D.Lgs. n. 150/2015).

Nuova attività lavorativa

In caso in cui il beneficiario dell’indennità DIS-COLL si rioccupi con contratto di lavoro subordinato di durata inferiore o pari a 5 giorni, la prestazione è sospesa d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie; al termine del periodo di sospensione la prestazione riprende ad essere corrisposta per il periodo residuo spettante al momento in cui la stessa era stata sospesa. Nell’ipotesi di contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni, lo stesso beneficiario decade dal diritto alla DIS-COLL.

Il beneficiario di indennità DIS-COLL che intraprenda o sviluppi un’attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o un’attività parasubordinata, dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni spettanti ai sensi dell’art.13 del T.U.I.R (D.P.R. n. 917/1986), deve comunicare all’INPS entro 30 giorni rispettivamente dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DIS-COLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività. Detto reddito rimane fissato nei limiti già individuati pari ad euro 8.000 per il parasubordinato e pari ad euro 4.800 per il lavoro autonomo. Qualora il reddito dichiarato sia inferiore o pari ai suddetti limiti, la prestazione DIS-COLL sarà ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione della prestazione sarà ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Nei casi di esenzione dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, il beneficiario deve presentare all’Istituto previdenziale un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo. Diversamente, il lavoratore è tenuto a restituire la DIS-COLL percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

Il beneficiario della prestazione DIS-COLL può svolgere prestazioni di lavoro occasionale ex D.L 50/2017 (ex voucher) nei limiti di compensi di importo non superiore a € 5.000 per anno civile. Entro detti limiti l’indennità DIS-COLL è interamente

cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro occasionale e il beneficiario della prestazione DIS-COLL non è tenuto a comunicare all’INPS il compenso derivante dalla predetta attività.

Decadenza

Il beneficiario decade dall’indennità, con effetto dal verificarsi dell’evento interruttivo, nei casi di:

  1. a) perdita dello stato di disoccupazione;
  2. b) non regolare partecipazione alle misure di politica attiva proposte dai centri per l’impiego;
  3. c) nuova occupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a 5 giorni;
  4. d) inizio di una attività lavorativa autonoma, di impresa individuale o di un’attività parasubordinata senza che il lavoratore comunichi all’INPS entro 30 giorni, dall’inizio dell’attività o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di DISCOLL, il reddito che presume di trarre dalla predetta attività;
  5. e) titolarità di trattamenti pensionistici diretti;
  6. f) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, sempre che il lavoratore non opti per l’indennità DIS-COLL.

Finanziamento

L’indennità DIS-COLL viene finanziata mediante l’incremento (+ 0,51%) dal 01/07/2017 dell’aliquota contributiva applicabile ai soggetti iscritti alla gestione separata INPS privi di altra copertura previdenziale obbligatoria, non pensionati e non titolari di partita IVA e i cui compensi derivano da:

– uffici di amministratore, sindaco o revisore di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica (così come disciplinato dall’art. 50 – comma 1, lett. c bis, DPR n. 917/1986);

– tutte le collaborazione coordinate e continuative, anche a progetto, incluse le collaborazione occasionali;

– dottorato di ricerca, assegno, borsa di studio.

Ne deriva che restano esclusi dall’aumento dell’aliquota contributiva i compensi corrisposti come:

– Componenti commissioni e collegi;

– Amministratori di enti locali (D.M. 25.5.2001);

– Venditori porta a porta (art. 19, D. Lgs 114/1998);

– Rapporti occasionali autonomi (art. 44 L. 326/2003);

– Associati in partecipazione (non ancora cessati);

– Medici in Formazione specialistica (art. 1, c. 300, L. 266/2005)

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 CIRCOLARE n. 23 / 2017 PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher) – REGIME SANZIONATORIO

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha emanato, in data 9 agosto 2017, la circolare n. 5/2017, con la quale fornisce i primi chiarimenti in materia di regime sanzionatorio in caso di violazioni alla normativa inerente le c.d Prestazioni di lavoro occasionali (vedi ns. CIRCOLARI N. 17/2017 PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher) del 23/06/2017 e n. 19/2017 PRESTAZIONI DI LAVORO OCCASIONALI (ex Voucher) ISTRUZIONI OPERATIVE del 07/07/2017 ).

Sanzioni riguardanti sia il contratto di prestazione occasionale che il libretto famiglia

Il superamento da parte di un utilizzatore per ogni singolo prestatore del limite economico di 2.500 euro (art. 54 bis, c. 1, lett. c, D.L. 50/2017) o comunque del limite di durata della prestazione pari a 280 ore nell’arco di un anno civile – ovvero del diverso limite previsto nel settore agricolo – comporta la trasformazione del relativo rapporto nella tipologia di lavoro a tempo pieno e indeterminato a far data dal giorno in cui si realizza il predetto superamento, con applicazione delle connesse sanzioni civili ed amministrative.

La violazione dei divieti di cui all’art. 54 bis, c. 5, D.L. 50/2017, – ossia l’aver acquisito “prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato (n.b.: tale divieto non trova applicazione in relazione al personale utilizzato attraverso lo strumento della somministrazione) o di collaborazione coordinata e continuativa” – integra un difetto “genetico” afferente alla costituzione del rapporto di lavoro e comporta, in applicazione dei principi civilistici, la conversione dello stesso, ove sia accertata la natura subordinata, in rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, con applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative.

Sanzioni riguardanti esclusivamente il contratto di prestazione occasionale

In caso di violazione dell’obbligo di comunicazione – almeno 60 minuti prima dell’inizio dello svolgimento della prestazione lavorativa – di cui all’art. 54-bis, c. 17, D.L. n. 50/2017 da parte di utilizzatori diversi dalle persone fisiche non esercenti attività professionale o di impresa, ovvero di violazione di uno dei divieti di cui all’art. 54-bis, c. 14, D.L 50/2017 (divieto di ricorso al contratto di prestazione occasionale: a) da parte degli utilizzatori che hanno alle proprie dipendenze più di cinque lavoratori subordinati a tempo indeterminato; b) da parte delle imprese del settore agricolo, salvo che per le attività lavorative rese dai soggetti titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità, da giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso l’università, da persone disoccupate ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. 150/2015 e da percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI) ovvero di altre prestazioni di sostegno del reddito, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli; c) da parte delle imprese dell’edilizia e di settori affini, delle imprese esercenti l’attività di escavazione o lavorazione di materiale lapideo, delle imprese del settore delle

miniere, cave e torbiere; d) nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi) si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 2.500 “per ogni prestazione lavorativa giornaliera per cui risulta accertata la violazione”.

In tali ipotesi non trova applicazione la procedura di diffida e la sanzione ridotta ai sensi dell’art. 16 della L. n. 689/1981 è pertanto pari ad euro 833,33 per ogni giornata non tracciata da regolare comunicazione.

N.B.: tale sanzione troverà applicazione anche nel caso di comunicazione effettuata in ritardo o non contenente tutti gli elementi richiesti o, ancora, qualora detti elementi non corrispondano a quanto effettivamente accertato (ad esempio quando la prestazione occasionale giornaliera sia stata effettivamente svolta per un numero di ore superiore rispetto a quello indicato nella comunicazione preventiva; in tal caso il personale ispettivo INL provvederà altresì a comunicare all’INPS l’avvenuto accertamento della maggior durata della prestazione affinché l’Istituto possa adottare le proprie determinazioni)

Violazione di altri obblighi

Premesso che il prestatore di lavoro ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali di cui agli artt. 7, 8 e 9, D.Lgs. 66/2003, il mancato rispetto di tali normativa da parte di qualsiasi utilizzatore comporterà l’applicazione delle specifiche sanzioni di seguito specificate. Illecito Sanzione amministrativa
Mancata concessione del riposo giornaliero (art. 7, comma 1, D.Lgs. n. 66/2003) – da 100 a 300 euro fino a cinque lavoratori (anche per un solo periodo di riferimento) e fino a due periodi di riferimento (anche solo per un lavoratore);
– da 600 a 2.000 euro da sei a dieci lavoratori (anche per un solo periodo di riferimento) e da tre a quattro periodi di riferimento (anche solo per un lavoratore);
– da 1.800 a 3.000 da undici lavoratori in su (anche per un solo periodo di riferimento) e da cinque periodi di riferimento in su (anche solo per un lavoratore).

 

 

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Giampaolo Santini

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