Progetto Sport/Alimentazione/Benessere: Gli alimenti a cui prestare attenzione (PARTE 2): lo zucchero: il dolce veleno!

Molti di noi considerano lo zucchero come un componente energetico e salutare, molto utile per la muscolatura e per il funzionamento del cervello. Ma dobbiamo sapere…

Il procedimento di produzione

“Dalla barbabietola o dalla canna da zucchero viene estratto il succo zuccherino grezzo che è sottoposto a complesse trasformazioni industriali. Per la prima depurazione viene fatta l’aggiunta di latte di calce che ne provoca la perdita e la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio. In seguito il prodotto viene trattato con anidride carbonica per eliminare la calce che è rimasta in eccesso, quindi subisce ancora un trattamento con acido solforoso per eliminare il colore scuro. Successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione.

Si arriva così allo zucchero grezzo.

Nella seconda fase di lavorazione, lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare gli ultimi riflessi giallognoli, viene colorato con il colorante blu oltremare o con il blu idantrene (proveniente dal catrame e quindi cancerogeno).

Il prodotto finale è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il ricco succo zuccherino di partenza e viene venduta per dolcificare gli alimenti”.

Alcuni dati significativi:

La crescita nel consumo di zuccheri, negli Stati Uniti, negli ultimi 300 anni è impressionante:

– nel 1700 il consumo annuo pro capite è stato di 1,8 Kg

– nel 1800 il consumo annuo pro capite è stato di circa 8 kg

– nel 1900 il consumo pro capite annuo è salito a 40 Kg

– nel 2009 il 50% degli americani ha consumato in media oltre gli 8o Kg di zucchero all’anno.

I casi di diabete dalla fine del 1800 ad oggi sono passati da 3 casi su 100.000 persone a 8.000 casi sempre su 100.000 persone.

Dalla fine del 1800 ad oggi, si è passati dal 3,4% di persone obese al 32%. Va poi aggiunto un altro 33% di persone in sovrappeso.

Ciò significa che i 2/3 degli americani attualmente sono a rischio di gravi patologie e devono ricorrere a medici nutrizionisti, diete alimentari, palestre, cure mediche e medicine che spesso non funzionano e a volte sono solo dannose.

Quanto zucchero si consuma in Italia?

In Italia da diversi anni viene registrato un consumo medio annuo pro capite pressochè costante di 25 kg. ma, l’esperienza ci insegna che con il tempo anche noi italiani seguiamo i comportamenti americani.

Sia per l’abitudine, sempre più consueta, di aggiungere zucchero agli alimenti e sia perché non ci rendiamo conto di quanto zucchero è contenuto nei cibi largamente pubblicizzati e destinati soprattutto ai bambini ed ai ragazzi.

Cosa provoca il consumo di zucchero nel nostro organismo?

L’assunzione di zuccheri semplici, con l’alimentazione, innalza rapidamente i livelli di glucosio nel sangue (glicemia) che, di conseguenza, scatenano molte reazioni negative.

La più conosciuta è l’aumento dell’insulina che viene prodotta dal nostro organismo per evitare che gli zuccheri nel sangue raggiungano livelli di tossicità pericolosi. Infatti, in caso di elevati livelli di zuccheri nel sangue, dal pancreas, viene secreta una idonea quantità di insulina che ha il compito di togliere velocemente lo zucchero in eccesso dal sangue e trasferirlo agli organi e ai tessuti deputati allo stoccaggio dello zucchero e della sua trasformazione in grasso. Maggiore è il quantitativo di zuccheri che introduciamo, maggiore sarà la quantità di insulina che viene secreta, drastico e massiccio sarà il suo intervento.

Maggiore è la quantità di zucchero che introduciamo, maggiore sarà la quantità di grasso in cui esso viene trasformato.

Cosa provoca l’aumento dell’insulina?

  • trasforma gli zuccheri sottratti al sangue in glicogeno il quale viene immagazzinato nel fegato come riserva energetica
  • stimola la produzione di grassi saturi a partire da zuccheri
  • favorisce l’accumulo di grassi saturi nel tessuto adiposo
  • impedisce l’utilizzo dei grassi presenti nel nostro corpo.

Ma non è finita qui…con l’assunzione degli zuccheri semplici ad alto indice glicemico, si verifica un immediato picco nella quantità di insulina prodotta dal pancreas; questa abbassa repentinamente la glicemia, per cui compare lo stimolo della fame e inizia un circolo vizioso che vanifica quasi tutte le diete che vengono adottate.

Ma l’utilizzo degli zuccheri semplici provoca anche altri danni:

Per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali (in particolare il Calcio e il Cromo) per ricostituire almeno, in parte, quell’armonia di elementi distrutta dalla raffinazione.

Le conseguenze di tale processo digestivo sono la perdita di calcio nei denti e nelle ossa, con l’indebolimento dello scheletro e della dentatura.

Ciò favorisce la comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi, ecc.) e delle carie dentarie che affliggono gran parte della civiltà occidentale

A livello intestinale: provoca processi fermentativi con la produzione di gas, tensione addominale e l’alterazione della flora batterica con tutte le conseguenze che ciò comporta.

I pericoli dell’abitudine al consumo di zuccheri raffinati sono provati:

  • riduzione delle difese immunitarie
  • aggravamento dell’asma
  • acidificazione del nostro corpo
  • peggioramento delle malattie cardiache, del diabete, dei calcoli biliari, dell’ipertensione, delle artriti, di alcuni tipi di cancro…….

in definitiva accorcia la vita.

In quali alimenti troviamo lo zucchero?

Non solo nei dolci e nelle bevande gassate ma ormai in quasi tutti i cibi elaborati, trasformati e confezionati. Si trova anche negli hamburger, nei wurstel, nelle salse come il ketchup, nella senape, nella worchester sauce, in molti tipi di pane, nei cibi in scatola o in quelli precotti… etc. Tuttavia anche la frutta e certi ortaggi ricchi di zuccheri o amidi come le patate e le carote, vanno consumati senza eccedere. E non dobbiamo dimenticare anche i farinacei presenti tutti i giorni e più volte al giorno sulle nostre tavole. Pasta, cracker’s, gallette, grissini, focacce, pane e cereali, soprattutto se si tratta di prodotti raffinati e preparati con farine sottoposte a lunghi processi di lavorazione.

Siamo stati avvertiti per anni circa i pericoli del mangiare troppi grassi o troppo sale, ma i media sono stati relativamente in silenzio sullo zucchero, nonostante l’aumento dei tassi di obesità e un peggioramento della salute. Vogliono forse continuare a farci credere che i grassi saturi sono i colpevoli, al posto dello zucchero? Fortunatamente il progresso non si può arrestare.

Un influente gruppo di ricercatori medici è stato tenace nel diffondere le informazioni sulle forti associazioni tra il consumo di zucchero ed i tassi di obesità e di malattie gravi come il cancro, le malattie cardiache e il morbo di Alzheimer.

Alcuni esempi sono forniti nella tabella seguente:

Organi o sistemi Malattia
Sistema Endocrino Diabete di Tipo 2, sovrappeso, obesità, sindrome metabolica
Sistema Cardiovascolare Malattie cardiache e cardiovascolari
Fegato Accumulo di grassoASteatosi non alcoolica
Cervello Malattie neuro degenerative, schizofrenia, iperattività
Ovaie Ovaio policistico
Reni Insufficienza renale
Strutture ossee Degenerazione ossea, carie dentarie
Muscolatura Astenia

 Ma cosa si può fare per stare meglio e prevenire molte malattie ?

Risulta evidente, senza alcun dubbio, che per allontanare i rischi malattie come il diabete, le malattie cardiache, il cancro e tanti altri problemi per la propria salute, occorre adottare uno stile di vita sano dove l’eliminazione dello zucchero in tutte le varie forme è fondamentale.

Importante è la conoscenza: abituiamoci a leggere la composizione dei cibi in etichetta e informiamoci sui componenti o additivi con nomi sconosciuti: quando non riusciamo a trovarli evitiamo di acquistare l’alimento! Solo la conoscenza di ciò che compriamo e di ciò che portiamo sulla nostra tavola tutti i giorni ci consentirà di fare delle scelte consapevoli orientate a proteggere la nostra salute e migliorare il nostro benessere.

Inoltre il modo più facile per diminuire l’assunzione di zuccheri è quello di eliminare tutte le bevande dolci compresi i succhi di frutta (le spremute fresche vanno bene), e tutti i cibi elaborati industrialmente. E’ una buona regola assumere esclusivamente gli zuccheri necessari al funzionamento del proprio corpo solo da fonti naturali quali la frutta, la verdura, pasta, pane e cereali integrali.

Se si rende necessario dolcificare un alimento, è possibile utilizzare, con parsimonia, il miele, la marmellata senza zucchero oppure alcuni dolcificanti. Utilizzare il termine “alcuni” è obbligatorio in quanto anche i dolcificanti sono altrettanto velenosi per il nostro organismo e pericolosi per la nostra salute.

Lo vedremo ancora meglio in seguito nel prossimo numero.

Nel prossimo articolo: Gli alimenti a cui prestare attenzione (PARTE 3): i dolcificanti: quali usare?

 

Elena Ruggiero
Elena Ruggiero, farmacista, naturopata, consulente in nutrizione e dietetica.
Fin dagli studi universitari ha cominciato ad interessarsi ad una visione olistica dell’uomo come essere dalle molteplici dimensioni e non come somma di parti, fisiche e psichiche, più o meno malate.
Questo interesse l’ha condotta, dopo la laurea, verso studi Superiori di Medicina Omeopatica, Fitoterapia e Nutrizione, al fine di integrare il sistema terapeutico convenzionale con discipline in grado di garantire, per ogni individuo, uno stato di salute globale. La salute non è più intesa quale semplice assenza di malattia ma, bensì, come benessere globale di corpo, mente, società e ambiente anche attraverso un’evoluzione psicofisica.

*E’ titolare dello studio di Nutrizione~Medicina integrata~Educazione alla salute, in Trezzano sul Naviglio. *E’ responsabile dell’ambulatorio di nutrizione e medicina naturale in un poliambulatorio a Milano.

*Svolge un’intensa attività divulgativa sui grandi temi della nutrizione e della medicina olistica e preventiva.

*E’ docente di corsi ed eventi formativi per la “Fondazione per Leggere”.

 

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Giampaolo Santini

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