Sport & Work n.92 Etica Tom Tom – malasanità, gogna mediatica e etica

La notizia riguardante il primario di Ortopedia dell’Istituto Gaetano Pini,  dr. Norberto Confalonieri, riportata come sconvolgente dai giornali, purtroppo non appare che essere il solito refrain mediatico che  a ritmi alterni interessa la “scoopistica” giornalistica senza andare minimamente ad incidere sulle reali cause di queste situazioni ormai così frequenti nel nostro Paese, sia di corruzione che di connivenze, che di incompetenza e di errori, tanto da essere raggruppate in maniera molto sbrigativa, ma significativa nella parola “Malasanità”.

MALASANITA’

Ebbene, io credo che nonostante questi episodi non rappresentino che la punta dell’iceberg del fenomeno, e tutti sappiamo che tale teoria ci mette di fronte ad un rapporto di 1 a 7 se non di 1 a 12, ci fanno ben capire che il problema è sottovalutato.

La malasanità purtroppo in Italia è qualcosa che è entrata ormai nel vissuto quotidiano di ciascuno, da quando si è passati dal sistema delle cosiddette casse mutue al sistema sanitario nazionale ed ai nosocomi universitari.

Infatti con la trasformazione delle casse mutue in sistema sanitario nazionale, si è sempre più ingrandita la fetta di denaro pubblico a disposizione dei partiti che correvano per ottenere il Ministero della Sanità………da sperperare e poi ancor più con il passaggio della sanità alle Regioni. Con gli ospedali divenuti universitari invece, si sono creati legami sempre più stretti tra Baronia e partiti, con società di assicurazione  e cliniche private; ma soprattutto tra questi e le imprese farmaceutiche, le quali hanno cercato di corrompere i medici a tutti i livelli: da quelli di famiglia tramite ordini indiscriminati di medicine su false ricette, a quelli ospedalieri tramite le forniture di materiale sanitario, a quelli universitari commissionando specifiche ricerche da strumentalizzare poi  per le protesi da applicare.

Inoltre come è venuto fuori da qualche ospedale, sembra anche tramite la presenza in sala operatoria di personale non medico (appartenente a case farmaceutiche per l’applicazione di alcune protesi sofisticate). E come si dice in inlese last but not the least: le diagnosi di tumori volutamente contraffatte da un medico attualmente condannato all’ergastolo, per poter effettuare operazioni false e lucrare così soldi dalla Regione.

Naturalmente come dicevo questa non è che la punta dell’iceberg, perché se poi si vanno a ricercare gli altri episodi di malasanità che vanno dagli errori di operazioni, all’uso di medicinali sbagliati, alla sottovalutazione diagnostica, alla difficoltà di effettuare esami clinici con apparecchiature sofisticate, alle code per ritardarli ed il dirottamento verso cliniche private diremmo chi più ne ha più ne metta.

Senza parlare ovviamente degli scandali delle ASL, perché non si finirebbe più, basta ricordare un nome per tutti quello della famosa “Lady Asl” condannata “per truffa, corruzione propria continuata, peculato continuato aggravato, falso ideologico e materiale aggravato commessi in danno della Asl Rmc, ove Aiello ricopriva l’incarico di capo dell’ufficio Affari Legali. Le indagini hanno rivelato l’esistenza di un rodato sistema corruttivo che vedeva coinvolti funzionari pubblici delle Asl capitoline, che portò all’erogazione di milioni di euro a società fantasma tra cui Ims e Medicom, riconducibili ad Anna Iannuzzi e al marito Andrea Cappelli (condannati con sentenza definitiva per associazione per delinquere falso materiale, corruzione, truffa aggravata e frode processuale)” come riportato nel sito  http://www.iltempo.it/cronache/2016/07/03/news/lady-asl-nuova-confisca-di-beni-1014312/  che ritengo esaustivo.

Comunque tanto per dare una ulteriore indicazione alle mie affermazioni, anche se credo non sia proprio necessario perché la situazione è sotto gli occhi di tutti e negli spazi di tutti i mass media un giorno si e l’altro pure, invito il lettore che volesse approfondire l’argomento per prenderne coscienza, ad andare sul seguente sito  http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/malasanita/  dove vengono presentati in un breve riassunto diversi episodi di cui stiamo parlando.

Il problema coinvolge dunque molti attori ed è quindi di difficile soluzione tecnica. Infatti noi pensiamo alla corruzione, alla incompetenza, alla connivenza tra privato e pubblico, allo stravolgimento del sistema cosiddetto intra-moenia ecc., come qualcosa che dipenda dalle relazioni che si instaurano tra i suddetti attori al di fuori della legalità e perciò pensiamo ingenuamente, che se mettessimo migliori controlli sicuramente eviteremmo tali incresciose situazioni.

Ma non è così! Sarebbe solo un gioco di “guardie e ladri”!

Per chi volesse avere approfondimenti basta andare su  https://s3-eu-west-1.amazonaws.com/transparency-curiamo/pdf-sito-produzione/report-curiamo-la-corruzione-maggio2016.pdf  che è la ricerca presentata il 5 aprile dello scorso anno da Transparency Italia in collaborazione con ISPE SANITA, CENSIS e RISSC, per capire come la percezione del rischio di corruzione nella pubblica amministrazione e soprattutto in sanità unitamente all’analisi dei rischi e degli sprechi siano  così sottovalutati che veramente ci fa pensare ad  una piaga insanabile, contro la quale non esiste cura.

Basta infatti riflettere su alcune percentuali inserite nel Rapporto allora presentato:

  • L’89,3% (degli intervistati) ritiene che la corruzione pervada le pubbliche amministrazioni a prescindere dalla loro attività”;
  • Circa il 50% degli intervistati ritiene che sia diffusa tanto nel settore pubblico quanto nel settore privato, e che sia ugualmente diffusa nei diversi paesi europei.
  • L’eccessiva ingerenza della politica nelle nomine dei vertici della Pubblica Amministrazione è vista come la causa principale di corruzione;
  • l’elevato livello di burocrazia e dallo scarso attaccamento e dalla scarsa attenzione nell’utilizzo del denaro pubblico.
  • Gli ambiti più a rischio sono le gare d’appalto (82,7% degli intervistati) e la realizzazione di opere (66,0% del totale).
  • La maggior parte dei dirigenti intervistati (66,7%) è convinto che ci sia la possibilità concreta che si verifichino episodi di corruzione nel loro ente, e addirittura un ulteriore 10,0% sostiene che il rischio sia  elevato.
  • Il 37,2% del totale, negli ultimi 5 anni ha registrato all’interno delle proprie strutture episodi di corruzione.

Senza ulteriori approfondimenti mi limiterò a sottolineare ciò che il rapporto dice riguardo alla media dei cinque rischi più gravi in sanità prendendone soprattutto due che a mio avviso sono i più emblematici il primo concernente “la nomina di soggetti di parte nelle commissioni di gara per garantire un occhio di favore nella selezione del contraente;” ed il secondo “ il comodato gratuito o la donazione di attrezzature, farmaci e dispositivi per generare maggiori consumi o spese non previste o non autorizzate.”.

Credo che il quadro sia abbastanza chiaro per capire e poter dire che non si tratti quindi, di una questione tecnica bensì di una questione etica. Però nella ricerca non c’è nulla, salvo mia svista, che evidenzi, al di là della giusta sfera di legalità e di controlli,  l’esistenza di coscienza etica o meglio ancora di formazione della coscienza etica nel vero senso del termine, che di solito viene erroneamente confuso con deontologia o business ethics.

GOGNA MEDIATICA

Dopo questo cappello non certo edificante della situazione, torniamo a considerare il soggetto da cui parte il nostro ragionamento e la cui inchiesta lo farebbe rientrare in uno, anzi io direi in quasi tutti i casi riportati pur essendo un primario di ortopedia molto noto ed esperto. Infatti in ciò che viene riportato dalle intercettazionilo dimostra, si va dall’incompetenza per certe operazioni sull’uso e risultato di attività e protesi, agli accordi con strutture private, ai ritardi degli esami clinici, alla corruzione ecc. Questo lo si legge nel sito  http://www.agi.it/cronaca/2017/03/24/news/chi_lortopedico_arrestato_per_le_mazzette_sulle_protesi-1619083/  dove vengono riportate sia le critiche rivolte ai suoi comportamenti, sia le intercettazioni. Ora per capire la gravità della sua posizione dobbiamo fare alcune considerazioni importanti in merito  alla sua figura professionale innanzitutto e poi a quella umana. Cercando di non valutare con semplici criteri di giudizio la persona, ma con dati di fatto le conseguenze delle sue azioni, ponendo sul piatto della bilancia la punizione della gogna mediatica di cui egli si è fortemente lamentato.

Tanto per cominciare prendiamo il fatto che egli è un luminare della scienza medica nel suo campo.  E’ il primario della Sruttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia della Chirurgia della Mano del prestigioso Istituto Gaetano Pini e direttore del Pronto Soccorso Traumatologico. E’ anche fondatore e presidente in Italia della società internazionale di Chirurgia Ortopedica Computer Assistita (Caos).

Un professionista quindi di elevato livello che rappresenta un punto di riferimento per un sacco di gente: innanzitutto per l’ospedale di cui è primario, poi per i suoi allievi specializzandi, che lo vedono come modello e apprendono da lui che cosa fare in termini di diagnosi, di operazioni chirurgiche, di cura ecc., poi ci sono i suoi pazienti che non vedono l’ora di poterlo incontrare per ricevere la giusta cura; per risolvere problemi di salute che magari altri medici non hanno saputo fare……per alcuni magari è visto anche come l’ultima spiaggia, l’ultimo barlume di speranza per la propria infermità! Non parliamo poi della sua immagine nei confronti degli altri professionisti, suoi pari…..che cercano di confrontarsi con lui….di ricevere consigli…di discutere casi…..così come per i suoi telespettatori ed eventualmente anche radioascoltatori in attesa di ricevere una sua esperta indicazione, una sua possibile idea di soluzione….che dire?

L’altro elemento concerne invece un fatto che se verrà veramente dimostrato, creerà più di uno sgomento tra coloro che vorrebbero farsi operare con tecniche computerizzate di cui parla sul suo sito internet.  Così mentre nel suo sito enfatizza la precisione e la migliore qualità dell’impianto di protesi con tecnica computerizzata, in realtà sembra che ci siano casi, su cui sta indagando la magistratura, concernenti i pazienti  da lui operati con tecnica robotizzata che stando a ciò che viene riportato dai giornali in merito alle valutazioni della Procura su questo filone d’indagine, pare che  i malati venissero operati alla casa di cura San Camillo, dove il primario, (che è presidente della società internazionale di chirurgia computer assistita ed anche uno dei massimi esperti del settore) lavorava in regime di assistenza privata, e poi, al sorgere di difficoltà post operatorie, fossero trasportati al ‘Pini’. Speriamo che non sia vero perché se lo fosse, sinceramente non saprei come valutarlo.

Ma non finisce qui, perché c’è anche il risvolto umano da analizzare sulla base delle intercettazioni rilevate e che pur stando su tutti i giornali non voglio riportare per pudore e soprattutto perché le ritengo male interpretate dalla stampa, concernenti le “rotture di femori”, o gli “allenamenti su di una paziente per eseguire una complessa operazione da ripetere poi con sicurezza nella struttura privata” tutte cose che a mio avviso determinano il livello di durezza d’animo e di perdita di sensibilità nei confronti di una professione in cui esiste un giuramento che vincola la coscienza del medico ad operare sempre nel rispetto della vita e della sofferenza del malato.

A riguardo però cercherei di capire meglio il suo atteggiamento a livello umano, vale a dire che magari le frasi intercettate siano state dette più per “gradasseria” che per convinzione. A volte sappiamo che i medici soffrono di una sindrome di onnipotenza e magari esprimono a parole qualcosa che non corrisponde esattamente a verità. Magari vorrei pensare che quello che lui chiamava allenamento fosse in realtà un tentativo, che avrebbe fatto solo come sua ultima possibilità e il cui risultato gli sarebbe poi giustamente servito anche per altri interventi a prescindere dalla struttura pubblica o privata. Dal mio canto non posso e non voglio giudicare. La sua coscienza credo che lo faccia o lo farà sempre in maniera più incisiva.

La gogna mediatica purtroppo colpisce indistintamente sia il professionista che l’essere umano e a chi pensa che sia giusto, io credo che invece si debba rispondere che la gogna mediatica non serve, come non serve il controllo tecnico, perché le notizie sui giornali non vengono comunicate per una finalità sociale ed etica, ma solo per una finalità “scoopistica” e a contenuto fortemente economico.

La condanna immediata che avviene sui mass media sarebbe giusta se concernesse il biasimo sociale, ciò che noi in termini etici chiamiamo Censura sociale, vale a dire il rifiuto, l’allontanamento e l’emarginazione di chi adotta comportamenti non etici vale a dire non rispettosi della coscienza del rispetto delle regole e dei principi di umanità che formano la dimensione della dignità umana con finalità di farlo redimere.  Così come l’azione di controllo non deve essere effettuata in maniera azione-sanzione, bensì in funzione di miglioramento prospettico.

L’ETICA

Eccoci introdotti alla conclusione del nostro discorso. Tante volte abbiamo parlato della formazione della coscienza etica. Ecco ciò che ci vuole, anche se è un percorso lungo, anche se è un percorso dove non si trova molto consenso se non a parole. La formazione della coscienza etica, l’adesione a principio etici di comportamento sono gli unici deterrenti a ciò che invece il piano legale ed organizzativo cercano di raggiungere con le azioni di controllo terzo o esterno (purtroppo sempre corruttibile). Credo che solo quando si sarà effettivamente compreso che l’unico controllo valido è quello della coscienza del cittadino che deve essere formata sin dalla più tenera età, le cose potranno cambiare.

Quindi la gogna mediatica non serve a nulla, se non a creare emulazione in un mondo che si divide tra ricchi e poveri, e quindi tra dritti e fessi. Un mondo in cui si sviluppano strutture di peccato derivanti dai due grandi atteggiamenti umani: la brama di profitto e la sete di potere che insieme determinano lo svilupparsi della corruzione della concussione e della violenza.  Ricordo che il 6 aprile a Roma si terrà la seconda edizione della giornata di “Curiamo la corruzione in sanità”, ma non mi aspetto un gran cambiamento rispetto all’edizione del 2016.

Questa mia posizione dipende dal fatto che nonostante l’impegno di Trasparency Italia, nonostante l’intervento dell’Anac e dell’onnipresente Dr. Raffaele Cantone, nulla mi pare sia stato fatto in termini di presa di coscienza relativo ad una formazione veramente etica. Ebbi modo infatti dopola giornata dello scorso anno, di parlare anche con il presidente dell’ISPE sanità Dr. Giuseppe Macchia, offrendogli l’opportunità di creare un programma comune di formazione etica, mettendo a disposizione il know how del Comitato di promozione etica  www.certificazionetica.org e della 4metx, www.4metx.it, ma tranne quell’incontro iniziale in cui ho presentato le mie attività mettendo in evidenza che noi avremmo potuto veramente dare un grande valore aggiunto all’azione attraverso la strategia di certificazione etica che portiamo avanti ormai dal 2003, non ci sono stati sviluppi.

La conclusione dunque è che se le ricerche vengono fatte solo per presentare dati senza un vero obiettivo di salto di paradigma, aspettiamoci che ciò che di recente è accaduto al primario dell’Istituto Gaetano Pini, saremo costretti a riviverlo in altri casi e…nella nostra istituzionale inerzia e nel non fare nulla per creare un percorso etico in cui ciò che conti veramente sia la motivazione esistenziale e non gli atteggiamenti delle cosiddette strutture di peccato e questo anche e soprattutto per la professione medica ed il settore della sanità, a cui le azioni di controllo e di legalità non sembrano fare né caldo né freddo…… continueremo a scandalizzarci.

Romeo Ciminello

Romeo Ciminello, nato a Roma il 5/4/52, Laurea in Scienze politiche (1978); Specializzazione in Commercio Estero e Marketing internazionale (1981); specializzazione in cambi (1981); specializzazione in Discipline Bancarie (1985); attestato di Mediatore civile (2011); docente di Etica e Sviluppo nella Facoltà di Economia e Sviluppo  dell’Università Cattolica del Congo Kinshasa (www.ucc.cd );  docente di Finanza d’Impresa presso l’Università di Trieste –Gorizia Campus, ( dal 1991 al 2005); docente di economia dello sviluppo presso la Facoltà di Scienze sociali della Pontificia Università Gregoriana di Roma (1994-2012); ha insegnato anche presso l’Università di Cassino e di Salerno; Quadro direttivo presso Banco di Roma – Unicredit (1976-2012); è Presidente del Comitato di promozione etica onlus (www.certificazionetica.org ) è Direttore scientifico presso la Società 4metx srl (www.4metx.it ) ; è Membro del Collegio dei probiviri della Konsumer  Italia (www.konsumer.it ) è Autore di diverse pubblicazioni tra cui Etica Finanza e mercati (Tipar Ed.1999); Il significato cristiano del lavoro (Tipar Ed.2006); Il significato cristiano della Responsabilità Sociale dell’Impresa (Tipar ed. 2008); autore del blog etico  Agenda-etica (www.agenda-etica.blogspot.com ); promotore di diversi convegni su tematiche di etica-socio-politico-economica e autore di diversi articoli su stampa specializzata.

 

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Giampaolo Santini

Editore a Sport & Work
Editore - Vice-Presidente Scrum Italia

6 Comments

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