Sport & Work n.91 – 6/2017 – anno 4 A Cesano Boscone Ultramaratona con un manipolo di eroi!

“Vai avanti, senza paura, lotta!”

Quando si è appassionati di sport fin da piccoli sono due i sogni che si cerca di rincorrere nella speranza che diventino realtà: conquistare i massimi riconoscimenti nelle competizioni alle quali si partecipa, con il sogno delle Olimpiadi e trasformare la passione in un lavoro, guadagnando quanto necessario per una vita dignitosa.

sabato 11 marzo 2017 – ore 12.00 partenza della 24 ore
Gregorio Zucchinali – Presidente IUTA, organizzatore evento

Noi che ci occupiamo di sport e di lavoro abbiamo, fin dall’inizio, ritenuto che il connubio sia abbastanza stretto. Da una parte, perché ogni passione deve fare i conti con le bollette da pagare alla fine del mese, dall’altra perché purtroppo in Italia solo quando sei ad altissimi livelli e ci sono sponsor che ti corteggiano puoi sperare di far quadrare i conti. Questo non vale certamente per il calcio, ma per la stragrande maggioranza degli altri sport sì.

E le discipline dell’atletica non fanno eccezione. Come l’ultramaratona. Un’occasione per “trascendere te stesso e vedere quello che puoi veramente diventare”, superando limiti che tu stesso ritenevi insuperabili.

Matteo Lotti, cesanese, 18° alla maratona 12 ore, insieme al Sindaco di Cesano Boscone Simone Negri

Così ti trovi pensionati di oltre 70 anni che sfidano le proprie forze fisiche, correndo per 24 ore. O giovani trentenni che, con il sorriso sulle labbra, superano ogni fatica per raggiungere e andare oltre i limiti conquistati nella competizione precedente.

24 ore: primo classificato Fausto Parigi, km 230,23
Ilaria Pozzi, atleta nazionale, 5^ classificata donne e 15^ assoluta, km 180,23 record personale, in un momento di grande difficoltà

Perché “Vai avanti, senza paura, lotta!” diceva Sri Chinmoy al quale è stata dedicata l’ultramaratona “Self Trascendence 12/24 h – 5° Trofeo Sri Chinmoy” che si è svolta a Cesano Boscone il 12 e 13 marzo scorsi. Non una corsa come le altre. Non solo una competizione.

Daniele Baranzini, atleta nazionale, 25° posto: “non è stata la mia giornata”! km 163,95

“Una gara che si vince con la testa. Correre per un giorno e una notte – ha detto Daniele Baranzini, della nazionale di atletica – ripetendo lo stesso circuito è una disciplina prima di tutto spirituale. Bisogna vincere se stessi, il dolore e la paura”.

Ilaria Pozzi, crisi superata!

Così, lungo il chilometro e 162 metri del circuito appositamente creato a Cesano all’interno e intorno al centrale parco Pertini, 160 atleti provenienti da diverse parti del mondo hanno sfidato soprattutto se stessi.

Matteo Colombo, 5^ classificato, km 204,65, osservato speciale per la nazionale

Terminando sicuramente molto stanchi, ma con lo stesso sorriso con il quale erano partiti. È questo lo sport che ci piace.

Perché, come si trovava scritto lungo il percorso di gara costellato da numerosi aforismi di Sri Chinmoy, “Il linguaggio del cuore è il solo linguaggio che tutti comprendono”. E nello sport ci vuole soprattutto cuore.

Claudio Stropeni

 

 

 

 

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