Progetto Sport/Alimentazione/Benessere: Gli alimenti a cui prestare attenzione, le farine raffinate.

Gli alimenti a cui prestare attenzione (PARTE 1): le farine raffinate.

Sarebbe necessario che tutti imparassimo ad avere un po’ più di consapevolezza rispetto a quello che acquistiamo e che mangiano ogni giorno, senza dare per scontato che se un’ alimento è molto comune, che  se lo si consuma da tanto tempo e che se è diffuso in tutto il mondo, allora vuol dire che è il migliore.

Molto spesso è proprio vero il contrario.

Essere consapevoli di ciò che alcuni alimenti provocano al nostro organismo può aiutarci ad evitarli. In questo modo l’espressione “fanno male” non resta un dogma, ma diventa una vera e propria presa di coscienza e, dunque, una motivazione razionale.

Ma quali sono gli alimenti che ci fanno ammalare e che, purtroppo, tutti i giorni e più volte al giorno portiamo sulle nostre tavole?

Si tratta più che altro delle farine raffinate e di tutti gli alimenti (pasta, dolci, snack salati) che vengono preparati con esse. Si tratta di zucchero bianco, sale, grassi idrogenati, bibite zuccherate e colorate. In una parola, i cibi che non sono più al loro stato naturale, perché trattati con vari processi che ne distruggono i valori nutritivi, con lo scopo di migliorare le caratteristiche visive e di palatabilità.

Per esempio oggi, oramai, è molto difficile acquistare un prodotto che sia stato preparato con una buona farina.

Ma cominciamo a fare un po’ di chiarezza:

Nell’uso comune, il termine farina serve a indicare in genere quella di grano e in particolar modo quella di grano tenero, mentre si usa la parola semola per la farina di grano duro. Per il loro ruolo nella fabbricazione di pane e di pasta, queste sono infatti le più diffuse nel mondo.

Esistono però anche farine di specie di grani antichi, di mais, di orzo, di farro, di riso, di avena, di segale, di Khorasan, oppure di legumi, di frutta a guscio, di castagne, di tuberi.

Ma vediamo quali farine si ottengono dal grano tenero:

Farina 00

“La Farina 00 è il più grande veleno della storia!” Così è stata definita dall’epidemiologo professor Franco Berrino che da anni studia la stretta correlazione tra alimentazione e cancro.

Ma perché fa male la farina 00? : questa farina è la più raffinata, ottenuta grazie alla macinazione del chicco di grano di cui si eliminano tutte le parti migliori a livello nutrizionale: germe (ricco di vitamine, sali minerali e aminoacidi) e crusca (ricca di fibre). Risultato? Rimane solo la frazione amidacea di nullo valore nutrizionale.

Il consumo di alimenti preparati con farine raffinate provoca un aumento della glicemia (l’innalzamento del glucosio nel sangue) con conseguente incremento dell’insulina, con il risultato finale di determinare un maggior accumulo di grassi aumentando il rischio di sovrappeso e di obesità. Inoltre ormai è dimostrato che l’invecchiamento delle cellule e dell’individuo è una conseguenza dell’eccesso di zuccheri e dell’insulina, che può portare a diabete di tipo 2, malattie cardiache, colesterolo alto e, come abbiamo già detto, obesità. I regimi alimentari ricchi di carboidrati e poveri di proteine e fibre sono la prima causa di iperinsulinemia e profili di grasso elevato.

Ed ancora…fin dagli anni ’70 molti studi hanno messo in evidenza che molte cellule tumorali hanno un’ alto numero di recettori per l’insulina. In alcuni casi, come il tumore al seno, la percentuale è altissima. Dunque è probabile che l’insulina, il cui rilascio è indotto dalla quantità di zuccheri assunti, attraverso alcuni meccanismi sia in grado di scatenare un effetto di replicazione e moltiplicazione delle cellule tumorali.

Inoltre ricercatori della prestigiosa Johns Hopkins University di Baltimore (Maryland) hanno dimostrato che vi è una relazione diretta tra elevati livelli di insulina, alterazione della funzionalità delle ovaie e dunque alterazione della capacità riproduttiva.

Farina tipo 0

Farina un po’ meno “povera” della precedente ma che ha comunque perso gran parte dei suoi principi nutritivi; contiene una piccola percentuale di crusca.

Farina tipo 1

Farina che possiede una percentuale maggiore di crusca rispetto alla tipo 0, ma anche in questo caso, come nelle precedenti farine, non vi è il chicco intero.

Farina tipo 2 o farina semi-integrale

È una farina caratterizzata da granuli di grosse dimensioni e un maggiore quantitativo di componenti fibrose e germe del seme rispetto alle precedenti; ha buone caratteristiche nutrizionali.

Farina integrale

La farina integrale è la più completa in quanto contiene l’intero chicco in tutte le sue parti, amido, crusca e germe del grano, è la farina che si utilizzava anticamente prima delle moderne tecniche di macinazione industriale. Purtroppo i nostri palati ormai si sono abituati (o meglio assuefatti) ai sapori raffinati, non è facile tornare indietro ma si può!…anzi si DEVE poiché la farina integrale è la migliore dal punto di vista nutrizionale.

Quali sono i vantaggi dell’integrale?

  • aumenta il senso di sazietà e facilità il transito intestinale
  • riduce l’assorbimento di grassi e colesterolo
  • riduce l’assorbimento di sostanze cancerogene
  • riduce il rischio di sviluppare alcuni tipi di cancro
  • ha una minore capacità di innalzare velocemente la quantità di glucosio nel sangue dopo il suo consumo, per cui è consigliata ai soggetti diabetici ed in sovrappeso.

Altri vantaggi importanti derivano dall’aumentato apporto di vitamina E e di alcune vitamine del gruppo B.

Ma, a mio avviso, sono doverose altre precisazione.

Purtroppo molto spesso ciò che si trova in commercio non è completamente integrale, e del resto lo si capisce anche dal pane il cui colore non è così scuro come si dovrebbe. Se si compra un pane con un colore base chiaro e puntini scuri si tratta certamente di un falso pane integrale. Questo perché solitamente si utilizzano nella preparazione una parte di farina 00 ed una parte di crusca finemente macinata che non è altro il residuo della raffinazione. Oltre il danno anche la beffa poiché un prodotto del genere è ancora meno amico della salute poiché la presenza della crusca rallenta l’assorbimento di importanti vitamine e minerali.

Un’altra doverosa precisazione è quella di acquistare non solo prodotti integrali ma prodotti integrali preferibilmente provenienti da agricoltura biologica. Infatti, occorre ricordare che la parte esterna del chicco, che viene normalmente asportata durante la raffinazione, è la più esposta alle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura.

Per questo motivo è bene accertarsi della provenienza dell’alimento integrale acquistato, onde evitare l’introduzione di sostanze dannose per il nostro organismo. Avendo questa accortezza, sicuramente lafarina migliore, come detto prima, è certamente l’integrale.

Elena Ruggiero

Elena Ruggiero, farmacista, naturopata, consulente in nutrizione e dietetica.
Fin dagli studi universitari ha cominciato ad interessarsi ad una visione olistica dell’uomo come essere dalle molteplici dimensioni e non come somma di parti, fisiche e psichiche, più o meno malate.
Questo interesse l’ha condotta, dopo la laurea, verso studi Superiori di Medicina Omeopatica, Fitoterapia e Nutrizione, al fine di integrare il sistema terapeutico convenzionale con discipline in grado di garantire, per ogni individuo, uno stato di salute globale. La salute non è più intesa quale semplice assenza di malattia ma, bensì, come benessere globale di corpo, mente, società e ambiente anche attraverso un’evoluzione psicofisica.

*E’ titolare dello studio di Nutrizione~Medicina integrata~Educazione alla salute, in Trezzano sul Naviglio. *E’ responsabile dell’ambulatorio di nutrizione e medicina naturale in un poliambulatorio a Milano.
*Svolge un’intensa attività divulgativa sui grandi temi della nutrizione e della medicina olistica e preventiva.
*E’ docente di corsi ed eventi formativi per la “Fondazione per Leggere”.

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Giampaolo Santini

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