Aido e il volontariato…il messaggio è: “necessario essere UMILI”!

Volontariato o cadrega?

Mi capita spesso di scambiare idee, pensieri, con altre realtà di volontariato, altri ambiti a parte il nostro, ma mi rendo conto che c’è un comune denominatore in tutte: la voglia di apparire.

Fortunatamente la gran parte di noi, volontario umile lo è veramente, ma in ogni “famiglia” c’è quello (o quelli) che deve essere per forza colui che io chiamo “Il Presidente” (con le maiuscole al posto giusto).

Giovane o meno giovane che sia, è lo stesso. Una vita passata magari con o senza cariche importanti lo fanno sentire ancora qualcuno solo se ha una “carica” anche nel volontariato, mentre il giovane che non è capace di fare nulla né dal lato amministrativo né dal lato formativo e ha la simpatica arroganza di non chiedere a nessuno per imparare, ha la medesima voglia di far vedere al mondo solo che è “Il Presidente”.

Non accettano consigli, non accettano che gli si dica quando sbagliano, non condividono con il gruppo ciò che fanno, non ascoltano i malesseri dei compagni, ma appena si presenta l’occasione per apparire si dimenticano di avere un gruppo e vanno avanti da soli. Non hanno il coraggio per affrontare i problemi. Semplicemente li ignorano anche quando questi problemi sono persone. Tutto è dovuto.

Trascinare un gruppo, saper appassionare i propri compagni e magari trovarne di nuovi non è semplice, non è una dote per tutti, soprattutto poi quando il gruppo è composto da “grandi”, ma ancor più difficile è non far scappare i giovani. Cosa che puntualmente succede.

Quando i “grandi” vogliono rimanere attaccati alla “cadrega” e non voler lasciare un pochino di posto a chi è un po’ più giovane, insegnando e delegando, fan scappare la voglia a quei pochissimi trovati di fare qualcosa, a prescindere che uno creda o meno nella missione dell’associazione.

Idem per il giovane che crede di saper fare tutto senza ascoltare quei pochi “grandi” che sarebbero disponibili a passare loro il testimone insegnando e regalando anni di esperienza preziosa.

In effetti il confronto tra le due fasce di età è molto faticoso. Si parlano davvero due lingue diverse e trovare una via di mezzo che vada bene a entrambi a volte è molto difficile. La differenza la fa la volontà di volerlo fare, di saper ascoltare in entrambe le direzioni con UMILTA’ (volutamente scritto in maiuscolo).

Poi ci sono quelli che entrano nelle associazioni per passare il tempo, perché non hanno amici, perché credono sia come entrare in un bar, sedersi a fare 4 chiacchiere, o partecipare a un gazebo giusto per passare una domenica diversa per poi tornare a casa e staccare tutti i contatti fino alla prossima uscita.

Oppure ci sono quelli che entrano nelle associazioni ma non si vedono mai. Quelli che dicono di essere volontari quando parlano con gli amici o sui social. Il bello di queste persone è che quando c’è da decidere qualcosa vogliono votare anche loro! Giusto. Non si fan mai vedere ma per decidere qualcosa che il gruppo ha bisogno, magari andando pure contro, allora si palesano. Ma non hanno il coraggio di andarsene.

Quelli che dicono “fallo tu, vai avanti tu” che poi eventualmente ti seguo, sono i miei preferiti. Quelli che ti fanno fare cose contro la tua volontà per il finto bene del gruppo e poi quando è il momento che anche loro facciano lo stesso, scappano, decidono che è inutile farlo. Codardi. La comodità e, permettetemi, la crudeltà di far sacrificare sempre e solo uno è da manuale. Questo lo devo ancora imparare.

Insomma, fare il volontario non è per tutti, ma pochi lo capiscono. Io ne sono oggi molto fiera.

Il gruppo per come lo vediamo noi è uno solo fatto di persone con la medesima carica: il volontario. La nostra è una tavola rotonda dove per primo viene il benessere di chi la compone. Sincerità, umiltà e rispetto fanno il resto. Voglia di sentirsi e di confrontarsi ogni giorno e su tutto, chiudono il cerchio.

Quando si ha il sentore che non ci sia un rapporto sincero meglio prendere le distanze. Bisogna ricordare che regaliamo il nostro tempo per alimentare una missione importante (qualsiasi essa sia) ma possiamo fortunatamente scegliere come e con chi. E questo l’ho imparato.

Laura Malchiodi
Responsabile della comunicazione
A.I.D.O. Intercomunale Corsico e Trezzano s/N
Referente ADMO Lombardia

http://aido-corsico-trezzanosn.weebly.com/
corsico-trezzanosn@aido.it

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