I 5 minuti di Cortopugliese: Rosso e Billy

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ROSSO E BILLY

 

Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Il mondo è pieno di Beceri, io ho una certa predisposizione a incontrarli, quando all’inizio trovai casa a Milano addirittura me li scelsi come compagni di letto.

Non fraintendiamo, come Cortopugliese sono un maschio verace e mi piacciono le donne, mia moglie sa bene quanto mi piacciono, per fortuna di entrambi non sa quante mi sono piaciute, per certi  versi sono un po’ Becero anch’io.

Quando abitavo all’inizio a Milano, dormivo comunque in una camera con due letti a castello, sul letto sopra il mio dormiva Drago, di cui adesso non parlo, sull’altro letto a castello dormivano Rosso Primula e Billy The Freak, si chiamavano anche tra loro così.

Rosso era alto, magrissimo, con i capelli rossi e le lentiggini, un anno più giovane di me. Non avevamo perciò niente in comune, tranne i baffi, che allora portavo: ma i suoi erano rossi, sottili, sfuggenti, del tutto in linea con le caratteristiche ambigue del personaggio.

Era uno studente dal rendimento costante (un esame l’anno) e dalle abitudini molto regolari: di notte, non rientrava a casa mai prima delle due; e al mattino puntava la sveglia sempre, immancabilmente, alle sei.

Il perché di questi orari è un mistero: forse girava per le osterie, forse trafficava in qualcosa di losco, forse per lui era più facile dormire di giorno; comunque, non ne parlava, ed era impossibile chiedergliene spiegazione.

Avevo infatti provato a sondarlo, un po’ per curiosità un po’ per capire se quell’abitudine notturna fosse passeggera, ma lui ascoltava sempre con aria svagata e poi cambiava discorso o sfuggiva, proprio come una Primula!

Billy The Freak era il più giovane e pericoloso dei tre. Alto, massiccio, barba folta, chiuso e taciturno, era il classico montanaro imbecille e selvatico, attaccatissimo alla montagna quanto alle sue cose; e pronto a scagliarsi come una belva su chi osasse contraddirlo, o provare a toccare qualcosa di suo.

Uscivo poco con lui, perché io avevo l’abbonamento del tram: e Billy l’auto. Detta così, la motivazione può sembrar paranoica. La verità era invece che quando si usciva con la sua macchina, anche solo per un gelato al bar dell’angolo, Billy implacabile si fermava al distributore di benzina self service; e diceva:

“Sono rimasto a secco. Mettiamo un deca in due?”

Ed io la prima volta risposi: “OK.” La seconda dissi: “Ma sì, OK.” La terza però non ebbi esitazioni e preferii prendere il tram, che anche senza abbonamento costava meno.

Billy The Freak, oltre ad essere selvatico, era davvero avaro. Nascondeva infatti le sue cose con cura: e arrivava a lavarsi senza sapone o a bere il caffè amaro o a rinunciare a fumarsi la pipa, piuttosto che tirar fuori la sua roba, quando qualcuno poteva vederlo e scoprire il suo nascondiglio.

E dire che, a parte il tabacco per quella sua strana pipa (che per forma, dimensioni e intaglio ricordava un richiamo per alci), Billy non comprava mai niente: rubava tutto nei supermercati, utilizzando come riparo un suo impermeabile sotto cui avrebbe potuto far sparire anche un alce.

In casa, poi, che bisogno c’era di far tanto mistero? L’unico nascondiglio possibile era uno stanzino adiacente al bagno e attrezzato dai Beceri a studio fotografico, per coltivarvi la loro principale passione.

Io, che di fotografia non me ne intendo (la mia unica passione sono le donne), in quel locale non ero mai entrato. Poi, un giorno sbagliai porta e anziché nel bagno mi trovai tra bacinelle e liquidi vari per lo sviluppo in bianco e nero: ma, a sorpresa, c’erano anche due pezzi di sapone; e la pipa richiamo per alci; e zucchero e tabacco e scorte di tutto, accumulate per ingordigia e nascoste sia perché rubate sia e soprattutto per avarizia. Impara, Castorio!

Ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese.

Giovambattista Rizzo

 

Giovambattista Rizzo, professionista e manager, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra ironia e suicidio. Ma è rimasto fedele alla scelta iniziale – cioè sua moglie, è infatti monogamo, per infausto destino -e all’altra scelta, cioè l’ironia- scrivendo inediti molto apprezzati dal 100% dei suoi 2 lettori, finché una sua Sitcom a puntate in TV ha rivelato ai più perspicaci, tenaci, audaci le doti di regista, autore, interprete, espresse anche a teatro dove una sua commedia ha ottenuto un successo indiscutibile, anche se non riscontrabile. Dalla Sitcom TV e con quei personaggi, è nato il primo romanzo, Il Marito Virtuale. Il secondo è Olimpo web: storia d’amore e ironia. Ma gli Dei dell’Olimpo sono onnipresenti, hanno così anche ispirato la sceneggiatura di un film (Olimpo Web) e della sua riduzione teatrale (La Commedia degli Dei ). Giovambattista Rizzo si dedica infatti molto al teatro, ha tratto così dal Progetto Internazionale e Multimediale REGALAMI UN SORRISO la sua prima Musical Comedy, al debutto l’1 ottobre 2016 (prima assoluta a Trezzano sul Naviglio, è tra gli eventi dell’Autunno Trezzanese 2016).