Sport & Work n.76 – 13/2016-anno 3 Scuola: gli esami di maturità….non finiscono mai!

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Esami di maturità -La prova di Italiano

Ben otto fogli scritti consegnò l’allievo Umberto Eco alla maturità e meritò uno striminzito

“discreto”, equivalente in punteggio a 6 e ½  _ 7.

Ora se lo ritrovano gli studenti alla maturità il filologo e scrittore Eco, non per rievocarne l’attività, ma per seguire la traccia del suo pensiero relativamente al valore della letteratura.

L’alunno legge il testo di Eco che lo conduce a comprendere la funzione della letteratura nella realtà contemporanea, a cosa serve questo bene immateriale. Deve farne un riassunto breve, analizzando l’aspetto stilistico, lessicale e sintattico del testo. Viene accompagnato dal ragionamento dello scrittore a considerare appunto la letteratura come piacere gratuito e a comprendere come, attraverso la lettura, possiamo vivere e interpretare tante esistenze.

Se questo tema – come leggiamo dalle statistiche – è stato svolto solo dal 6, 2 per cento degli studenti, non credo che sia stato perché magari Eco non era entrato nel programma, dato che non era richiesta una conoscenza specifica delle sue opere, ma forse per una distanza del maturando dal tipo di speculazione richiesta, anche se molto interessante.

Il tema sul voto alle donne ha riscosso un timido 7 per cento, come anche l’argomento socio- economico sul Pil ha ottenuto un gradimento dell’8,5 per cento, mentre con un certo entusiasmo si sono applicati gli studenti all’avventura degli uomini nello spazio, per meglio dire di una donna e di un uomo, Samantha Cristoforetti e Umberto Guidoni (16, 9), quasi alla pari con il tema sui rapporti fra padre e figlio( 15, 8 ).

Ma i temi più gettonati sono risultati quello sul valore del paesaggio (23, 2) e quello sui significati del confine(22, 4 ).

Queste percentuali sono visibili in internet, come anche molti commenti autorevoli, pertanto le mie considerazioni sono solo pensieri di una Prof. in pensione, che ha partecipato come commissaria a esami di maturità di anni passati, quando i titoli erano quasi sempre brevi, non vi erano tracce esplicite, quasi obbligate, da seguire.

Per un confronto fra due epoche elenco alcuni argomenti della maturità del 1990: tema comune a tutti era quello sulla minaccia permanente di guerra, che chiedeva di riflettere se fosse possibile cogliere nello scenario internazionale qualche segno in favore dell’auspicata pace universale.

Un altro tema chiedeva un giudizio sul Pascoli “poeta rurale “, un terzo proponeva un paragone fra  le caratteristiche dell’Oratoria di Demostene e di Cicerone.

Il tema per la maturità scientifica ricordava come la scienza sia spesso accusata di avere addensato sull’uomo pericoli terribili e chiedeva all’allievo argomentazioni in grado di confermare o confutare tale accusa.

Molto stringato il titolo per la maturità artistica” Il realismo nell’arte: esperienza storica e significato estetico”.

Per la maturità magistrale si chiedeva di analizzare lo sfruttamento del lavoro minorile.

La differenza che appare fra le tracce di oggi e i titoli del passato è a mio parere la maggiore libertà che si dava prima nel condurre il ragionamento, il titolo era più generico. Le tracce di oggi conducono passo passo il maturando allo svolgimento, proponendo autori da commentare e seguire. Non esprimo un giudizio su queste due differenti modalità, le confronto e penso che entrambe abbiano meriti e finalità eccellenti.

Se fossi una maturanda, sarei stata tentata dal tema sul paesaggio, che suggerisce come punto di riferimento un discorso fatto da Sgarbi nel 2010 dinanzi a Napolitano e a Salemi. Viene proposto anche un estratto dell’archeologo Andrea Carandini.

Probabilmente mi sarei sentita troppo guidata, preferendo magari riferirmi liberamente al leopardiano “ Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”, e a poesie di Montale….Sarei andata fuori tema e mi avrebbero bocciata?

Ma rileggo quello che per me, fra tutti gli argomenti proposti alla maturità del 2016, è il più entusiasmante e ricco di prospettive speculative:” Significati del confine. Limiti naturali, storici e mentali da un brano di Piero Zanini, architetto che si occupa, oltre che di architettura, anche di antropologia e geografia. I confini sono uno spazio immenso e tutto un mondo di significati.”

Cioè a dire: non basta mettere una staccionata o un segno su una carta geografica per determinare il significato di confine. Lo stesso fenomeno si può riscontrare nelle dispute, sia filosofiche, sia sociopolitiche.

L’uomo non fa altro che esistere sul confine di qualcosa, fra essere bambino e adulto, fra il giusto e l’erroneo, tra il volere e il potere.

Tutte le esistenze sono vissute sul confine di qualcosa, sono vissute sul bordo, sul bordo di noi stessi.

Meglio di ogni altro svolgimento rileggo le parole di Claudio Magris, fondamentali per interpretare questa varietà dei confini:” Essi muoiono e risorgono, si spostano, si cancellano e riappaiono inaspettati. Segnano l’esperienza, il linguaggio, lo spazio dell’abitare, il corpo con la sua salute e le sue malattie, la psiche con le sue scissioni e i suoi riassestamenti, la politica con la sua spesso assurda cartografia, l’io con la pluralità dei suoi frammenti e le loro faticose ricomposizioni, la società con le sue divisioni, l’economia con le sue invasioni e sue ritirate, il pensiero con le sue mappe dell’ordine.”

Credo che, con tale premessa, a ognuno di noi si prospettino orizzonti sempre più ampi, generati dallo spostamento del termine “confine”, che tutto è meno che un paletto o un intralcio.

A questo punto, anche se nessuno ci darà un voto, ci verrà la voglia di prendere qualche foglio e svolgere il nostro tema di maturità, per puro piacere e magari farci giudicare da un nostro nipote maturando.

 

Luciana Brusa

Luciana Brusa, vive tra Milano e Casole d’Elsa ( Si ). Ha pubblicato studi filologici inerenti alle materie letterarie che insegnava; poesie, articoli su giornali in occasione di interviste a personaggi della cultura che presentava agli allievi. Ha partecipato all’Antologia ” Per un archivio della Piccola memoria” edito dal Comune di Milano. Settore Biblioteche ( 2004 ). Ha pubblicato tre romanzi: ” La Festa dell’UVA” ed. MEF Firenze ( 2005 ), ” Scherza coi Fanti ” con prefazione di Andrea G. Pinketts. ed. Albatros Il Filo ( 2010 ) e “Il peso nel ventre” con prefazione di Anna Marani Cortese ed. Sport & Work (2016). Dal 2013 collabora al giornale Sport & Work.