I 5 minuti di Cortopugliese – Guendalina

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GUENDALINA

Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Ora sto meglio, però a Milano, agli inizi, l’ho vista brutta. Mi facevo la barba a memoria perché avevo eliminato gli specchi, ma non parlavo della mia faccia, allora migliore.

La verità è che in casa non abitavo da solo, ma coi Beceri, erano in tre, Drago, Rosso Primula e Billy The Freak ,si chiamavano anche tra loro così.

Drago, così detto perché spesso sbuffava anziché parlare, era mio coetaneo: bruno, tracagnotto, lunga criniera incolta, con gli occhi di fuoco sempre minacciosi e sempre in movimento. Se avesse camminato a quattro zampe, sarebbe stato appunto una via di mezzo tra un drago e un mastino napoletano.

Dei Beceri, Drago era quello che vedevo di più (ci mangiavo anche insieme, la sera, alla mensa dell’università); e sentivo ancor di più (tutte le notti, quando con quella sua zampa saliva a dormire, sul letto sopra il mio).

Drago non era un tipo cordiale e neanche molto socievole: ma piaceva alle donne, forse per quei suoi modi da vecchio lupo di mare. E perciò spesso, rientrando a casa dal lavoro, mi capitava di trovarlo con una ragazza nuova. Amori brevi, amori in casa, che però non potevano darmi fastidio; visto che i Beceri al venerdì sera tornavano ad arrampicarsi sulle loro montagne. E Dio me ne liberava, almeno per una cinquantina d’ore!

Poi Drago conobbe Guendalina: e decise di farsela.
Guendalina aveva un po’ dell’oca, ma fisicamente era eccezionale. Alta, slanciata, abbronzata, sembrava un’indossatrice.

Capii che a Drago poteva servire la casa per il fine settimana; e proposi di stabilire dei turni.
Ma lui non sapeva decidersi: forse quel sabato tornava ai suoi monti, forse con Guendalina i tempi non eran maturi, insomma mi tenne sulla corda fino a sabato mattina. Poi arrivarono la mia ragazza e la sua: e non restò che adattarsi ad una spaghettata in comune.

L’atmosfera era gelida, il fastidio diffuso, praticamente non parlava nessuno -Drago si limitava a sbuffare- e si faceva a meno anche di muoversi: per non mostrarsi gentili; e per non perdere il controllo, della situazione e del tempo.
Poi Guendalina disse che l’attendevano a casa nel primo pomeriggio; un mio sguardo su Drago colse un inequivocabile:
“OK , dopo pranzo smammo.”

E finalmente nell’aria comparve un po’ di sereno.
No, Drago non era poi così male: ci si poteva scherzare; e anche l’indossatrice non era del tutto oca; avremmo potuto incontrarci ancora, prima o poi, per fare una gita insieme: perché rinunciare a una compagnia in fondo piacevole?

Pensavo a questo, quando con Marilinda passai nella camera da letto, per permettere ai due di salutarsi prima della dichiarata e ormai prossima partenza.

Ma avevo peccato d’ingenuità. Quando infatti rientrai in cucina a preparare un caffè, trovai Guendalina appollaiata sul tavolo: e tutta intenta con Drago a provare nuovi audaci accoppiamenti, così a vista di sicuro coinvolgenti, però forse troppo audaci.

Ricordandomi di Marilinda, frenai l’impulso a unirmi ai giochi, o a interromperli in modo violento, più che altro spinto da invidia; e feci l’accenno di chiuder la porta.

Ma Guendalina, candidata becera, con un sorriso malizioso mi pregò di lasciarla aperta. Ed io proposi a Marilinda di uscire, perché il caffè dopo pranzo è in fondo meglio prenderlo al bar…

A Rosso Primula il caffè non piaceva.
Ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese.

Giovambattista Rizzo
Giovambattista Rizzo, alias Cortopugliese, professionista di successo, dedica i suoi romanzi ai suoi genitori che, tenendolo in vita, hanno dimostrato un notevole senso dell’umorismo.

Di umili origini (per giunta del Sud) e monogamo per infausto destino, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra suicidio e ironia. Ingegnere metodico, ha perseverato 40 anni nella scelta iniziale (l’ironia), scrivendo inediti molto apprezzati dal 100% dei suoi due lettori, finché di recente ha provato a conciliare l’attività a reddito con la sua vocazione primaria.

E il contrasto tra il professionista serioso e il Cortopugliese brillante ha giovato all’immagine di entrambi, portando nuovi clienti, interviste TV, pubblicazioni su Maxim e La Ribalta ed un programma su Stream TV a puntate, “I cinque minuti di Cortopugliese”, che ha scritto, diretto e interpretato, rivelando doti da performer espresse anche live, con Marisa Laurito.

Dalla sitcom e con quei personaggi, è nato il suo primo romanzo, Il Marito Virtuale (GMAC, 2010).

Olimpo Web: una storia d’amore e d’ironia è il suo secondo romanzo (Kindle Amazon, 2014) e concorre fino al 16.3.14 al premio BIG JUMP (http://it.20lines.com/bigjump/read/1070/olimpo-web-storia-d-amore-e-ironia)