I 5 minuti di Cortopugliese : Non ho l’età

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Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Quando fuggii da Taranto, lo feci per evidente stato di necessità, avevo appena terminato il Liceo e per l’Università volli andare lontano, a Milano; scelsi la nebbia, anziché il mare ed il sole, perché mi piaceva la ragazza di un mio amico.

Anch’io le piacevo, non più al mio amico, che era troppo pignolo e infatti era ingegnere, ma così lontano sapevo che non mi avrebbe seguito…

Arrivai perciò a Milano e mi iscrissi a ingegneria, non pensavo più alla fuga, ma alla fine mi iscrissi a un club privato e lì conobbi Valeria.

Al club, quella sera, c’era una comitiva un po’ sgangherata e depressa ma gli uomini erano in minoranza, potevo cercarmi uno spazio e mi colpì Valeria: bruna, coi riccioli, l’aspetto esotico ed un grosso ciondolo al collo.

Aveva l’aria triste, insoddisfatta, vissuta. La invitai a ballare, accettò subito, era sinuosa e morbida, stringeva, poi mi aggredì dicendo:

“Io sono la più giovane della comitiva; e ho venticinque anni. Tu quanti ne hai?”

Mi sentii gelare, ne avevo 18, non bastavano allora neanche a diventar maggiorenne, io non volevo crearle complessi pedofili, perciò risposi convinto:

“Ne compirò ventuno.”
“Ma allora sei giovanissimo.”

Non potevo fare di più. Mi strinsi nelle spalle, lasciai che lei mi stringesse a piacere e cominciai per non perderla a raccontare bugie.

“Hai già fatto il militare?”
“Non ancora.” In realtà, non avevo fatto neanche la visita di leva.

“E con l’Università, come va?” Ero pur sempre la mascotte della comitiva: e quindi tutti si sentivano quasi in dovere di interrogarmi.

“Sono al secondo anno: e ho già terminato gli esami del primo.”
Dissi quel ‘già’ con troppo entusiasmo.

“Ma allora sei uno sgobbone! A me non piace chi studia troppo.”
Respinsi di testa: “Non penso solo a studiare. E poi, perché non provi a conoscermi?”

Ci provò, ci provai, raccontai bugie sempre più grosse, con una contabilità che da ingegnere seguivo a fatica.

Il giorno del mio compleanno, per me erano diciannove, festeggiai i ventun anni in un club privato, con tanto di torta e champagne e la pergamena di rito, consegnatami dal disc-jockey del club: diventavo maggiorenne in anticipo, ero stato per così dire promosso sul campo.

E l’anno dopo ritornai nello stesso club a festeggiare i vent’anni, ma lei ormai non c’era già più, era successo di tutto.

Ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese.
Giovambattista Rizzo
Giovambattista Rizzo, alias Cortopugliese, professionista di successo, dedica i suoi romanzi ai suoi genitori che, tenendolo in vita, hanno dimostrato un notevole senso dell’umorismo.

Di umili origini (per giunta del Sud) e monogamo per infausto destino, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra suicidio e ironia. Ingegnere metodico, ha perseverato 40 anni nella scelta iniziale (l’ironia), scrivendo inediti molto apprezzati dal 100% dei suoi due lettori, finché di recente ha provato a conciliare l’attività a reddito con la sua vocazione primaria.

E il contrasto tra il professionista serioso e il Cortopugliese brillante ha giovato all’immagine di entrambi, portando nuovi clienti, interviste TV, pubblicazioni su Maxim e La Ribalta ed un programma su Stream TV a puntate, “I cinque minuti di Cortopugliese”, che ha scritto, diretto e interpretato, rivelando doti da performer espresse anche live, con Marisa Laurito.

Dalla sitcom e con quei personaggi, è nato il suo primo romanzo, Il Marito Virtuale (GMAC, 2010).

Olimpo Web: una storia d’amore e d’ironia è il suo secondo romanzo (Kindle Amazon, 2014) e concorre fino al 16.3.14 al premio BIG JUMP (http://it.20lines.com/bigjump/read/1070/olimpo-web-storia-d-amore-e-ironia)