I 5 minuti di Cortopugliese: Marilinda

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Salve, questa è una storia triste, perciò ve ne racconto un po’.

Quando conobbi Marilinda, pioveva, quel giorno perciò avrei dovuto restare a casa. Ma non lo feci.

Marilinda. Quel nome, pronunciato con leggerezza, mi rende subito triste. Mi vedo in poltrona, in pantofole, a leggere il giornale.

“Cosa vuoi per cena?” Mi chiede Marilinda.

Penso velocemente al mio fabbisogno di calorie, poi decido in base alle esigenze del mio spirito: “Fai tu.”

Sto diventando pigro. Il Toro è un segno pigro. Ho fatto di tutto per non sposarmi, sapevo come andava a finire. L’amore è un’altra cosa. Poi si vive insieme, troppo insieme, si creano le abitudini, si rifugge l’imprevisto, insomma si invecchia.

Marilinda, comunque, l’avevo conosciuta al lago, in un’estate piovosa. Quell’anno, ero andato in vacanza con un amico: quindici giorni nella casetta che sua sorella ci aveva messo a disposizione. Casa, soldi, due macchine, eravamo partiti sperando di fare una bella vacanza porcella.

E invece il tempo inclemente e qualche colpo andato a male ci avevano indotto ad una vita fin troppo casalinga: far la spesa, cucinare, lavare i piatti, pulire in casa, più che vacanza sembrava un corso accelerato per single sfigato o per apprendista colf.

Ma non fu sempre così. Erano in quattro, giovani, belle, tipicamente olandesi con quel loro girare sempre insieme, tutte in fila in bicicletta o con gli zaini in spalla. Le avevamo già notate da un paio di giorni: ma ci frenava il problema della lingua ed il fatto che erano in quattro e sembravano molto affiatate.

La totale astinenza dei giorni precedenti c’indusse però a tentare, con l’ardente speranza che ci scappasse l’avventura. Ed in realtà andò tutto fin troppo bene: riuscimmo a conoscerle, selezionare le due migliori, andarci insieme. Solo che, anziché olandesi, eran brianzole in viaggio ecologico alternativo; e rimediammo, anziché un’avventura, due storie d’amore.

Del mio amico non parlo, perché si sposò subito e gli tolsi il saluto. Io comunque, per conquistar Marilinda, all’inizio recitai e con lei mi finsi cuoco.

Mi sembrava congeniale, con le mie dimensioni. E poi, al Nord non sanno cucinare, sarebbe stato facile trarsi d’impaccio. Cucinai in modo divino. L’amore mosse il mestolo e questi mosse il cuore. Dopo, non ho più cucinato, ci ha pensato lei, in tutti i sensi, fino al fatidico Sì dell’Eterno Riposo.

Ma quella è un’altra storia, per ora taglio corto, ma la racconterò, parola di Cortopugliese.

Giambattista Rizzo
(alias Cortopugliese)

Giovambattista Rizzo, alias Cortopugliese, professionista di successo, dedica i suoi romanzi ai suoi genitori che, tenendolo in vita, hanno dimostrato un notevole senso dell’umorismo.
Di umili origini (per giunta del Sud) e monogamo per infausto destino, ha condotto una vita tutta in salita, dovendo scegliere spesso tra suicidio e ironia. Ingegnere metodico, ha perseverato 40 anni nella scelta iniziale (l’ironia), scrivendo inediti  molto apprezzati dal 100% dei suoi due lettori, finché di recente ha provato a conciliare l’attività a reddito con la sua vocazione primaria.
E il contrasto tra il professionista serioso e il Cortopugliese brillante ha giovato all’immagine di entrambi, portando nuovi clienti, interviste TV, pubblicazioni su Maxim e La Ribalta ed un programma  su Stream TV a puntate, “I cinque minuti di Cortopugliese”, che ha scritto, diretto e interpretato, rivelando doti da performer espresse anche live, con Marisa Laurito.
Dalla sitcom e con quei personaggi, è nato il suo primo romanzo, Il Marito Virtuale (GMAC, 2010). Olimpo Web: una storia d’amore e d’ironia è il suo secondo romanzo.