Quando lo sport fa rima con l’impresa

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Quando lo sport fa rima con impresa

 Il campionato di calcio è finito, per la gioia delle compagne di molti uomini.

Il verdetto sullo scudetto ha visto trionfare la Juventus, che al momento è la società più programmata che abbiamo in Italia.

La dirigenza ha infatti passato gli ultimi anni a programmare la rinascita, può essere in un certo senso, la dimostrazione pratica di come una crisi economica e interna possa essere trasformata in una opportunità per rigenerare l’ambiente.

Per capire la vittoria di oggi, la buona figura fatta sul campo e il credito internazionale riacquistato si deve partire dalla discesa in serie B, dall’azzeramento dei vertici e dalla riprogettazione.foto juventus

Allora si cominciò a pensare a quello che è e sarà nei prossimi anni il tassello fondamentale per crescere e diventare leader anche in europa: lo stadio di proprietà. Oramai è indispensabile per poter avere ritorni importanti dagli sponsor, per diversificare le entrate con royalties del centro commerciale o il museo della società e per abbattere i costi. La quotazione in borsa è certamente un ulteriore pungolo per questi investimenti  anche se personalmente non ritengo corretto che lo sport si mescoli alla finanza. Lo stadio costruito è stato premiato a livello internazionale e l’anno prossimo ospiterà la finale di coppa UEFA. Quello che sarà il compito della società nei prossimi anni è di rendere lo stadio un luogo di aggregazione 7 giorni su 7 e non solo su eventi sportivi. Bisogna dire che al momento manca il cinema e il centro commerciale è un insieme di negozi ma non vi è una vera esperienza bianconera, non vi è, per esempio, un ristorante juventino (stile hard rock cafè) e questo certamente se non si farà nei prossimi tempi potrebbe diventare un difetto non da poco.

I risultati economici però sono ancora troppo legati ai diritti televisivi ed il contenimento dei costi di personale (calciatori) è inevitabile per poter rendere soddisfatti gli azionisti ed essere coerenti con il fairplay finaziario voluto da Platinì.

Ad ogni modo l’esempio, sembra aver fatto scuola visto che l’Udinese ha il suo stadio, Firenze pensa di dotarsene per i Viola e altre società sperano di potersi presto accodare ai progetti fattibili finora messi in nero su bianco. Sarà certamente un potenziale importante per il settore edilizio nel caso la legge sugli stadi dovesse passare in questa legislatura.

Andrea Annunziata


Andrea Annunziata, nato a Torino nel 1979, si è laureto in Economia Aziendale alla Facoltà di Economia “Einaudi” di Torino con una tesi intitolata “Come lo sport promuove il territorio”.Ora rivista e corretta è un e-book in vendita su Kindle. Sin da prima della laurea ha focalizzato i suoi interessi verso il mondo sportivo con diverse esperienze capaci di esaltare la sua vocazione al marketing sportivo. Dal 2011 è docente presso la Scuola Regionale dello Sport presso C.O.N.I. Lombardia. Ha ideato e coordinato nel 2004 il “Primo osservatorio sull’occupazione sportiva in Piemonte” per il CDVM (Club Dirigenti Vendite e Marketing), club affiliato all’Unione Industriali di Torino. Presso lo stesso club ha coordinato la realizzazione di due serate di marketing dello sport con relatori di prestigio come dirigenti di società quali Volley Piemonte Cuneo, Pallavolo Chieri Femminile, Pallacanestro Cantù, Ac Cuneo, rappresentanti della Federazione Pallacanestro e giornalisti del calibro di Giancarlo Padovan, ex-direttore di Tuttosport. Scrive numerosi articoli di sport-marketing e comunicazione su giornali di settore, oltre ad un blog con post settimanali su“Sport 2.0”.